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Clandestino: cambia il tuo Paese, non il mio

Cui prodest?

A chi sono utili centinaia di migliaia di immigranti illegali, diversamente appellati clandestini e molto impropriamente migranti?

E’ chiaro che dietro a questo esodo biblico ci sia un determinato disegno politico del quale, sia gli immigranti illegali, sia gli autoctoni costretti a subirli, sono le vittime.

Qualcuno, dall’alto della sua supponenza para divina, deve aver deciso che milioni di individui, completamente scollegati tra di loro per cultura, origine, lingua, credo, religione e ambizioni, stranamente sospinti da un unico desiderio, dopo aver raccolto inspiegabilmente ingenti somme di denaro per pagare i traghettatori, scelgano allo stesso momento di andarsene dai loro paesi di origine con l’obiettivo di raggiungere un’unica meta, l’Italia-Europa facendoci anche credere che si tratti di un fenomeno naturale.

La matematica è la scienza del razionale e tutto quello che non è matematicamente dimostrabile diventa matematicamente impossibile ragion per cui è impossibile che l’esodo dall’Africa verso l’Italia di milioni di individui contrassegnati dalle differenze di cui sopra, possa essere un fatto naturale.

E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un evento indotto!

Da chi?

Da chi ha interesse che l’Europa, fulcro della civiltà planetaria in questi due ultimi millenni, perda la sua struttura originale, la sua plurima identità per divenire un coacervo di razze e culture: smembrare le identità nazionali europee per imporre un’unica mescolanza senza identità.

Perché?

Senza storia, identità, cultura, lingua, tradizioni, un popolo diventa OGM, un organismo geneticamente modificato che può essere usato come e quando un qualcuno lo decida senza correre il rischio che l’organismo stesso possa rigenerarsi e sfuggire al controllo.

Autoctoni e immigrati illegali sono le vittime di questo disegno al quale entrambi hanno il dovere di opporsi.

Come?

Gli autoctoni non cedendo all’imposizione di dover accettare gli immigranti illegali concedendo loro la possibilità di ritornare al loro Paese per combattere e sovvertire quelle condizioni e chi li hanno indotti ad andarsene.

Gli aspiranti migranti devono essere indotti a comprendere che sarà molto più semplice cambiare il Paese di origine per adattarlo alle loro esigenze piuttosto che cambiare il nostro generando inevitabilmente uno scontro razziale.

Ma chi è fautore di tutto ciò?

Chi si dimostra fatalista, chi finge di non sapere come gestire la situazione, chi ci fa intendere che questo esodo sia inevitabile e va con le navi ed a spese nostre a raccogliere i clandestini a 60 chilometri dalla costa libica. Tutti collusi con quelle “para-divinità” che hanno architettato l’esodo.

Gli uni e le altre devono essere cacciati, da noi,  senza pietà prima che avvenga  l’irrimediabile.

Daniele Quaglia

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