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Colpevole, lo Stato

Sabino Cassese ha più volte accusato i governanti da poco dacaduti di aver scritto troppe norme senza buon senso.

Esempio lampante è quella che istituisce il cashback allorquando prevede un super cashback di 1500 euro ai primi 100.000 contribuenti che arriveranno a 50 pagamenti, nel semestre, effettuati con moneta elettronica.

Molti si son dati da fare, per arrivare velocemente tra i 100.000, facendo acquisti frazionati: pagare con più strisciate un’unica spesa (es. acquisto 150 euro di alimentari e pago in tre strisciate da 50 con la stessa carta).

Ma i commercianti, primi i benzinai, si sono lamentati che così facendo aumentano i costi che si moltiplicano in ragione del numero delle strisciate.

Il problema è che per piccole spese i costi incidono moltissimo e il commerciante può rimetterci.

Allora l’Agenzia delle Entrate ha pensato di porre rimedio conteggiano solo l’ultimo dei pagamenti effettuati da un unico soggetto, nello stesso giorno, nel medesimo negozio.

Per il negoziante non cambia nulla perché i clienti continueranno a frazionare i pagamenti anche per restare sotto il limite di 150 euro a spesa, ma ci troviamo di fronte ad una violazione di legge perché questa non prevede alcun limite al cumulo di operazioni mentre l’Agenzia delle Entrate limitandolo come sopra descritto, nega al consumatore un diritto previsto dalla legge stessa.

Chi ci guadagna restano le banche; chi ci rimette sono i commercianti; truffati, invece, i consumatori.

Colpevole? Sempre lo Stato.

Daniele Quaglia

vedi la notizia https://www.laleggepertutti.it/466198_cashback-i-piccoli-pagamenti-controllati-dal-fisco

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