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Con le pezze al culo

Italia, un Paese che si vanta di appartenere al G20 (gruppo dei 20 Paesi al mondo economicamente più evoluti) ma è quello che in materia di assistenza all’economia come stimolo ai contraccolpi delle sue restrizioni imposte per contrastare “l’incubo covid19”, ha disposto le misure economiche più vacue ed inefficaci.

Ci tamburano ossessivamente su nuovi lockdown, tentano di tranquillizzarci promettendo aiuti economici a iosa, ma il fatto essenziale è che ci sono ancora 17.000 aventi diritto alla Cassa integrazione che dall’inizio della “crisi pandemica” non hanno ancora ricevuto un contributo; aspettano e sperano di tirare a campare …. a pane ed acqua.

Gli altri Paesi europei hanno offerto un sostegno degno del nome, l’Italia, Paese con le pezze al culo, promette cose che non può mantenere; il termine specifico che spiega questo comportamento è “demagogia” che equivale a far promesse che si sa ben di non poter mantenere.

Così ci terrorizzano con le mascherine, limitano diritti e libertà (il tutto in funzione di bastone) e ci promettono aiuti economici (la carota) insufficienti o che non arriveranno perché oltre ai 17.000 aventi diritto in arretrato, di cui sopra, ce ne sono migliaia che l’INPS (scusa ufficiale) non riesce ad elaborarne l’iter per carenza di personale! (sic!)

Se in questo Paese esistono aziende che possono competere a livello mondiale, la macchina dello Stato non tiene il confronto col terzo mondo: giusto uno Stato con le pezze al culo.

Daniele Quaglia

per approfondire https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/poi-si-chiede-perche-gente-nbsp-incazzata-ci-sono-251714.htm

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