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Condono Fiscale – Proposta LIFE

In risposta al DDL 2257 (vedi qua DDL 2257)  proposto dalla Senatrice Anna Maria Bernini, LIFE Treviso, rilancia la proposta di un condono scrivendoLe direttamente.

Gentile Senatrice Bernini,

Le scriviamo in qualità di Presidente e vice Presidente di LIFE Treviso, Sindacato dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei e volevamo esprimere il nostro apprezzamento per la Sua iniziativa del DDL 2257 che riguarda la rottamazione dei ruoli ma, che però ci sembra poco allettante a causa di proposte che consideriamo troppo timide.

Un aspetto ci sembra particolarmente positivo, quello del condono di interessi, sanzioni ed aggi, ma la proposta di una riduzione del debito al 75% e al 95% del valore iniziale, rispettivamente ai periodi di iscrizione del ruolo, a nostro avviso è troppo limitata ed avrebbe sicuramente bisogno di una robusta revisione come più avanti proponiamo.

Per non parlare poi dei debiti IVA ed INPS per i quali, il DDL in oggetto, prevede il pagamento al 100% fatto salvo il condono degli oneri accessori come sopra.

Sappiamo come il mancato pagamento di IVA ed INPS presenti risvolti di carattere penale che avrebbero giuste conseguenze in condizioni economiche quanto meno, normali, ma non in un periodo tormentato, come questo, contraddistinto da una deflazione stagnante e dirompente.

Da notare, inoltre, che riteniamo degne di considerazione solo le posizioni legittimate da dichiarazioni fedeli e non quelle conseguenti ad accertamenti, risultanti frutto inequivocabile di evasione o elusione fiscale.

Perché riteniamo il DDL da Lei proposto, poco allettante?

Semplicemente perché, dopo aver presentato denunce dei redditi “fedeli” chi non ha provveduto al versamento di quanto dovuto, è presumibile lo abbia fatto per una momentanea difficoltà e se, nell’arco di tutti questi anni non è riuscito a provvedere, significa che quella difficoltà iniziale considerata momentanea si è, nel tempo, trasformata in permanente seguendo nientemeno che l’andamento dell’economia del Paese e anche globale.

Lo Stato pretende quei soldi che, come Lei ha ben spiegato, continuano a lievitare a causa di un sistema sanzionatorio che indebita sempre più il debitore e arricchisce illusoriamente e in maniera indirettamente proporzionale lo Stato creditore, rendendo la distanza tra i due, sempre più abissale; conseguenza di questo meccanismo perverso sarà che lo Stato continuerà a mettere a bilancio somme sempre più gonfiate che illusoriamente contribuiranno a contenere il debito ma che, nella realtà, sposteranno la percentuale di probabilità di incasso a valori infinitesimali, peggiorando la situazione del bilancio reale.

In considerazione del fatto che tutti i debitori possono avere nelle loro disponibilità qualche migliaia di euro, di fronte ad una proposta di questo atipico “concordato preventivo” al 75%, 95% e 100% del debito che non offre una reale possibilità di sanare la situazione pregressa, questi non esiteranno ad investire quel poco per cercare di arrivare all’annullamento totale del debito sfruttando una delle tante opzioni, che la complice, ammalata cronica, burocrazia italiana offre.

Per chiarire meglio quanto intendiamo dire, elenchiamo qui di seguito alcune di queste opzioni che sempre più “premiano” gli audaci che osano sfidare lo Stato sul campo a lui meno congeniale, quello del Diritto.

Eccole: nullità per vizi di notifica o di forma, decadenza, prescrizione, 767 funzionari fasulli di Agentrate, istanze varie che obbligano a risposte entro termini perentori ………. e chi più ne ha più ne metta.

Ciò considerato, ci viene spontaneo dire che, così com’è formulato, il suo DDL non è sufficientemente allettante; potrebbe diventarlo offrendo, oltre al condono totale degli oneri come da Lei già previsto, anche la riduzione del debito relativo a qualsiasi tributo, al 25% del suo valore iniziale, IVA e INPS compresi ed esclusivamente in presenza di dichiarazioni “fedeli”.

Da non sottovalutare anche l’aspetto umanitario della questione: troppi cittadini, oppressi dai debiti sempre più spesso di carattere fiscale, decidono di chiudere la loro partita suicidandosi.

In Veneto, noi LIFE abbiamo contato dall’inizio della crisi, 174 suicidi di imprenditori senza tener conto di studenti, pensionati, disoccupati, madri di famiglia e tanti altri imprenditori suicidi dimenticati persino dalla cronaca.

E’ un allarme sociale a cui sembra si faccia barriera semplicemente ignorandone la realtà.

Uno Stato serio non può permettersi che i cittadini si suicidano perché non riescono a pagare i debiti che hanno contratto nei suoi confronti.

Uno Stato serio deve aiutare i cittadini in difficoltà, non abbandonarli alla solitudine e in tempi difficili come questi o come quelli che verranno, lo Stato deve espletare per intero la sua funzione di “ORGANIZZAZIONE DEI CITTADINI” fino ad ora rintracciabile come nozione solo nei testi di scienze politiche.

Per quanto considerato, riteniamo indispensabile una salutare sforbiciata dei debiti che i cittadini hanno nei confronti dello Stato.

Fatti quattro conti, sarà comunque un affare per le casse dello Stato che potrebbe ritrovarsi qualche centinaio di miliardi freschi, con buona pace per lo stesso e per i cittadini, finalmente liberi dalla morsa atroce di Equitalia.

Grazie per l’attenzione

Spresiano, 31 marzo 2016

Ivan Fabris, Presidente LIFE Treviso

Daniele Quaglia, Vice Presidente LIFE Treviso

Una risposta a Condono Fiscale – Proposta LIFE

  • Antonio Viel scrive:

    Me par giusto! bisogna bater al fer co le cald ! sopratut dopo la bela e corajosa intervista ieri sera
    a striscia la notizia del GRANDE E LIBERO LUCIANO !!!!
    GRANDE.GRANDE.GRANDE !

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