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Condono tombale

Dopo la rottamazione delle cartelle esattoriali si inizia a parlare di un condono tombale, proposta che LIFE aveva fatto pervenire a Salvini già un anno fa quando era membro del Governo vedi: https://www.life.it/1/nuova-pace-fiscale/

Tutto parte dalla considerazione che l’Agenzia delle Entrate/riscossione vanta dai contribuenti un credito nominale di 950 miliardi di euro che depurati da prescrizione, morte dei debitori, cessazione delle aziende, dissolvenza dei capitali, spese di recupero, potrebbero realisticamente ridursi a 60/70 miliardi effettivamente riscuotibili.

Tanto varrebbe, allora, andare subito al sodo eliminando i crediti più datati, oramai inesigibili, e proponendo il condono per quelli ancora esigibili, circa la metà dei 950 miliardi, che potrebbero permettere l’introito dei 60/70 miliardi preventivati sanando le posizioni debitorie con un’aliquota a forfait del 15%.

Noi ci eravamo arrivati un anno fa, i cervelloni che ci governano forse ora iniziano a capirlo per realizzarlo chissà quando, come ci pare indispensabile, in questo critico momento, un indulto per i reati minori.

Forse arriveranno entrambi anche se in ritardo ma comunque, meglio tardi che mai.

Daniele Quaglia

vedi la notizia http://www.traderlink.it/notizie/primo-piano/proposta-condono-tombale-tutti-contro-l-agenzia-delle-entrate_201583RLME5H1SQ?refresh=1

Una risposta a Condono tombale

  • elio casanovi scrive:

    Molti dei cosiddetti “evasori” sono solo persone che non sono riuscite, per difficoltà sopraggiunte e non per scelta premeditata, a far fronte agli impegni fiscali.
    Che abbiano dichiarato e non pagato, o che abbiano dichiarato in parte, sapendo benissimo che il Fisco sarebbe comunque arrivato, ma magari sperando in un miglioramento, nell’immediato, della situazione economica, non cambia la loro situazione.
    E qui la stupidità dello Stato: se a questi “evasori” (riconoscibilissimi) si chiedesse la restituzione di quanto non pagato, magari solo con una quota di interessi e rateizzando, io credo che la maggior parte aderirebbe volentieri, nei limiti delle possibilità, alla proposta.
    Non sarebbe un condono, piuttosto una proposta transattiva, come tante se ne formalizzano nelle diverse sedi.
    Sarebbe un modo per lo stato di incassare quanto non pagato, per molti cittadini un modo per ripartire con serenità e, soprattutto, nessuno potrebbe accusare la P.A. di regali agli “evasori”.

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