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CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE = LAVORARE, PAGARE, TACERE

Ogni regime ha i suoi luoghi comuni che lo caratterizzano e che lo rendono simile al precedente.

Il regime fascista addestrava i giovani “figli della lupa” fin dall’infanzia quando ogni sabato mattina, nelle piazze, erano costretti a marciare allineati e coperti al motto di: CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE.

La Repubblica italiana, erede diretta di quel periodo, ne ha affinato le tecniche e si appresta ad intervenire in tutte le scuole per indottrinare “i figli della Repubblica” fin dall’infanzia, contro l’evasione fiscale, al motto di: LAVORARE, PAGARE, TACERE.

Ce lo racconta Donatella Gori nel  TGR2 andato in onda il 25/10/2013 alle ore 12,30. Ascoltatelo dal minuto 10,04 al minuto 11,27

http://www.grr.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-4fab8fde-987f-4ff3-af80-5d002de96899.html 

Lo  abbiamo anche  trascritto perché è una testimonianza che non deve andare perduta nemmeno se la fonte originale dovesse venire cancellata.

………..Ed ora parliamo di tasse e di come spiegare ai ragazzi perché si pagano.  E’ un progetto di educazione alla legalità contenuto nel protocollo “Fisco e scuola” siglato dal ministero dell’educazione e dall’Agenzia delle Entrate.

In un Paese dove abbondano gli evasori fiscali e dove stenta ad attecchire la condanna morale di chi danneggia la comunità non pagando le tasse,  bisogna agire in qualche modo sui giovani di oggi che saranno i contribuenti di domani. In pratica 1400 incontri all’anno in tutte le scuole, dalle elementari alle superiori,  per spiegare che le tasse vanno pagate.   Antonella Gorrei, portavoce dell’Agenzia delle Entrate, con quale formula lo spiegate?  

“Pagare le tasse significa contribuire ai servizi pubblici, alla scuola, all’ospedale, ai musei”

– Si tratta anche di insegnare un’etica della legalità. I ragazzi che atteggiamento hanno nei confronti di questi insegnamenti?

 –“C’è molta partecipazione e comunque rispondono in maniera molto attiva. Il nostro obiettivo è che parlino di questa cosa anche ai genitori e quindi il tema della legalità fiscale ci sia anche nelle case”

– Ma avete l’impressione che i ragazzi, queste cose le debbano imparare a scuola perché altrove non è possibile impararle?

– “In molte famiglie, ovviamente c’è la consapevolezza del fatto  che con le tasse si pagano i beni pubblici. In alcune famiglie questa consapevolezza  non c’è se è vero che ci sono 100 milioni di evasione l’anno”                  

Solo doveri ed imposizioni! Ma il cittadino di uno Stato civile è titolare in egual misura di doveri e di diritti tra i quali quello di intervenire se lo stato sperpera i soldi delle tasse erogando stipendi , compensi e pensioni faraonici, garantendo privilegi inconcepibili quanto assurdi  o affidando i lavori pubblici alle mafie permettendo rincari senza limiti e corruzione che da sola costa 60 miliardi di € all’anno. Cose da pazzi

Il Tiranno, lo Stato italiano, da 150 anni  ha deciso che il cittadino debba essere esclusivamente soggetto passivo, prima obbligato a CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE ora subdolamente plagiato  in nome della nuova  trinità  LAVORARE,  PAGARE, TACERE.

Conosciamo la fine miserabile e ingloriosa  che è toccata agli esecutori del CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE  e  la Storia ci consente di poter prevedere con buon margine di sicurezza quando e come sarà la fine dei persecutori del LAVORARE, PAGARE, TACERE: sarà tra molto breve, non meno drammatica e cruenta della precedente.

Daniele Quaglia

2 risposte a CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE = LAVORARE, PAGARE, TACERE

  • Luca scrive:

    Non so perchè ma a me viene in mente il libro 1984 di Orwell..

  • cinzia scrive:

    CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE NON SIGNIFICA LAVORARE, TACERE PAGARE E PERDERE LA DIGNITà. SIAMO TUTTI LAVORATORI SFRUTTATI DALLO STATO AL QUALE NON INTERESSA SE SIAMO ROSSI O NERI!!!. PAGHIAMO SEMPRE SOLO NOI!!!

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