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Da Vicenza: disobbedienza fiscale

Il dibattito di Vicenza del 12 marzo 2014 con tema unico la disobbedienza fiscale , ha messo in evidenza i diritti fondamentali dell’essere umano dal punto di vista filosofico, morale e del diritto moderno.

L’essere umano non può ritrovarsi a trascorrere una vita meccanica scandita dai tempi dettati dalla tecnocrazia, una vita da  autòmi che a comando si mettono in moto, producono e, sempre a comando si fermano quando il programma lo prevede.

La presenza dell’uomo in questa terra non può essere regolata da meccanismi e norme che prevedono la negazione  della libertà individuale, della famiglia e della felicità,  per creare esseri meccanici privi di emozioni, di ideali e di progetti: senza futuro, cioè schiavi.

Lo Stato italiano ha oltrepassato da tempo tale limite e con l’imposizione fiscale, che non trova eguali al mondo per la sua gravità, sta portando a termine l’insano progetto schiavista.

A comando l’economia è finita a rotoli: manca il lavoro, mancano i soldi, sempre di meno ce ne saranno e i problemi economici prendono il sopravvento nella vita di ognuno di noi. Chi non resiste allo stress si suicida mentre tutti gli altri si trovano a combattere senza sosta, giorno per giorno, contro il disagio per non saper più garantire  ai figli e al consorte  un’esistenza decorosa.

La struttura base della società Veneta, la famiglia, prima si incrina e poi si sgretola.

Il tutto avviene mentre lo Stato non allenta minimamente la sua morsa e continua, come un torchio, a stritolare di tasse i Veneti  per strizzarne sempre più ricchezza e convertirla beffardamente in sprechi.

Che fare contro questa bestia stato?

Ucciderla! Per farlo  bisogna affamarla e poiché  la bestia si alimenta con le nostre  tasse è lì che bisogna agire.

Come?

Non pagare alla scadenza stabilita ma farlo, in ritardo, entro un anno usufruendo del “ravvedimento operoso” previsto dalla legge e che prevede per  il ritardato  pagamento delle tasse l’applicazione di un allettante tasso di  interesse del 3% (il vs consulente saprà certamente informarvi).

Gli altri, più impavidi, possono bloccare   i pagamenti aspettando, anche qualche anno fino all’eventuale accertamento e  accettando i rischi che le norme italiane prevedono e che qui trovate  http://www.life.it/imposte-e-tasse-pagare-o-non-pagare/   

Da oggi questa sarà la via pacifica da seguire fino alla fine, perché la nostra sopportazione è finita e perchè ce lo impongono le leggi naturali della sopravvivenza.

Nessuno può, né deve permettersi  di negare all’individuo i suoi diritti fondamentali, tanto meno lo Stato che, sorto come “organizzazione dei cittadini” dovrebbe essere, in quanto tale,  garante assoluto di tali diritti.

Ma se lo Stato arriva a tanto significa che ha perso le sue caratteristiche fondamentali; si è trasformato in  una entità diversa da quella originaria  diventando “il nemico” dei cittadini e, in particolare,  nemico intransigente e dispotico dei Veneti .

Contro un nemico che non prevede alcun accordo o patto  non resta che un’alternativa: combatterlo e vincerlo.

Solo la nostra vittoria potrà garantire una qualità di vita ora inimmaginabile ma che era quotidianità nella repubblica dei nostri Padri: la  Repubblica Veneta.

Daniele Quaglia

guarda il video  http://youtu.be/P-_7AYUst3k

 

Don Ruggero Paladino contro il fisco

 

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