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Debito pubblico: come eliminarlo

Ci risiamo! Si ricomincia a parlare di abbassare gli stipendi per rendere competitivi i prodotti italiani.

Ma chi è pervaso da questi demenziali  pensieri, sa che  le buste paga italiane sono le più basse d’Europa?

Sa che il lavoratore italiano, sicuramente quello Veneto,  è uno dei più produttivi?

Ha  mai pensato che se  nelle tasche dei cittadini rimangono sempre meno soldi, per le tasse che aumentano e per il lavoro che diminuisce, questi hanno sempre meno capacità di spendere?

E se i cittadini  acquistano sempre di meno quando potrà mai crescere l’economia?

Forse nessuno gli  ha mai riferito che se calano i consumi cala sistematicamente la domanda di beni e la produzione di questi?

Non ci vuole la capacità d’analisi di un  Premio Nobel dell’economia per capire che più soldi in tasca ai cittadini significa aumentare il potere d’acquisto e rimettere in moto l’economia.

L’unica  cosa che sta letteralmente soffocando questo Paese è l’esasperante tassazione.

C’è solo da capire se le cause che l’hanno provocata siano rimovibili o se ormai fanno parte di un processo irreversibile a causa dell’entità del debito che, superata la linea di demarcazione che separa la gestibilità dall’abisso, si autoalimenta fino alla distruzione totale.

Questa seconda ipotesi è la più realistica e quella che richiede decisioni estremamente drastiche.

Come si poteva pensare che uno Stato come l’Italia potesse avere un futuro, visto che è sorto per l’esigenza dei Savoia di acquisire ricchezza, depredando i ricchi Stati preunitari, per far fronte ai debiti contratti?

Il debito dei Savoia era impagabile già nel 1860 ed in questi 150 anni di unità forzata, il debito ereditato è cresciuto a dismisura e si divorerà anche le  ricchezze artistiche ed archeologiche proprietà, non dello Stato unitario ma, dei Popoli preesistenti a  questo.

Si può eliminare tale debito che è  cancro,  eliminando prima ciò che l’ha generato e lo alimenta, vale a dire lo Stato unitario, tutte le sue istituzioni e le classi dirigenti che sono concausa nel disastro e costituiscono un unico corpo in metastasi.

Tutto deve essere distrutto ed ogni Popolo italico deve riprendersi la sovranità usurpata, da fantomatici liberatori 150 anni fa, ed abiurare un debito di cui nessuno di loro è stato causa.

Eliminato il debitore (lo Stato italiano), i suoi eredi ed i suoi vassalli;  riassegnati  ai legittimi proprietari, vale a dire ai Popoli preunitari, vittime della più immane truffa  della storia moderna  i beni loro espropriati,  decadrà sistematicamente il debito e qualsiasi diritto rivendicato da ipotetici creditori, più finanzieri criminali che sprovveduti finanziatori .

Daniele Quaglia

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