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Democrazia? Noo! Dittatura.

La Storia dell’Italia non si rinnova mai, si ripete solo. E nulla cambia.

L’intreccio di interessi fra  potere politico e potere economico, con il bene placito di quello giudiziario dà luogo a  linee di governo che, imposte e dettate da una piccola elite di faccendieri, fanno ricadere e spalmare gli effetti di questi provvedimenti su milioni di cittadini rassegnati e disinteressati.

Sono vizi non nuovi nella politica italiana perché ad esempio, già nel 1863 i primi governi unitari spendevano molto di più di quello che avrebbero potuto e ricorrevano massicciamente ai prestiti delle banche europee per coprire le spese correnti dello stato finché lo stato italiano  è diventato, ai giorni nostri, una  proprietà delle banche centrali , vedasi gli acquisti di bot italiani da parte della BCE per 22 miliardi di euro la seconda settimana di agosto e per 14 miliardi la terza,  mentre gli uomini dello Stato hanno sempre dimostrato una particolare predisposizione a piegarsi reverenti ai potentati che detengono nelle loro mani la sorte dei politici.

Questo breve passo, trascritto e tratto dalla trasmissione La Grande Storia (RAI 3) “Mussolini, soldi, sesso e segreti” di venerdì 8 luglio 2011 è emblematico per la sua straordinaria attualità.

“……… Per capire la genesi bisogna tornare ai giorni immediatamente precedenti alla marcia su Roma, quando alcuni industriali milanesi, vanno a trovare Mussolini presso la redazione del Popolo d’Italia. Non è solo una visita di cortesia, ma di affari, aprono il portafoglio. Un responsabile dell’associazione bancaria avrebbe lasciato sulla sua scrivania ben 20 milioni di lire, circa 17 milioni e mezzo di euro di oggi. E quasi altrettanti sarebbero stati elargiti sotto banco al futuro duce dall’associazione degli industriali. Mussolini riceve le elargizioni, gli industriali sosterranno l’affermazione del fascismo; in cambio il duce promette l’approvazione di un vasto pacchetto di leggi a loro favorevoli, una volta ottenuto il potere, ma ci saranno anche  seggi alla Camera e al Senato in modo che  alcuni imprenditori possano beneficiare dell’immunità parlamentare ed intervenire personalmente sulle leggi. Scambi di favori ed arricchimenti, Senatore autorevole diventa Giovanni Agnelli della Fiat ….. ed ancora reciproci vantaggi nascono dall’amicizia con Alberto Pirelli, industriale della gomma. Pirelli sarà nominato consigliere economico dello stesso Mussolini, poi andrà alla presidenza delle  Camere di Commercio Internazionali e dal 1934 sarà presidente della Confindustria.      La presenza di Agnelli nelle maglie della politica permetterà la trasformazione in industria bellica della Fiat che sarà spesso favorita nelle commesse …………..”

Fatti avvenuti 150 e 80 anni ma che avvengono tuttora; sostituendo i personaggi di allora con quelli di adesso queste storie diventano attuali perché così funziona, ancora oggi, la gestione della politica italiana. Senza eccezione alcuna  di schieramenti politici.

Più di tanto la situazione non può peggiorare: le banche si sono impossessate dello Stato e gli uomini dello Stato sono in balìa dei potentati. Le leggi sono fatte dai politici ……. ad personam, …… ad aziendam, …….. ad castam, su indicazione delle banche e dei potentati.

Al di la del fatto che Mussolini fu uno solo mentre  i presidenti dei Governi “Repubblicani” sono stati innumerevoli, la maggioranza, il Popolo, non aveva con Mussolini alcuna potere e alcun mezzo per farsi valere democraticamente. Giusto come ora che, nemmeno con i referendum vinti, il Popolo ha il potere di interferire nelle scelte di “palazzo”.

C’è una la sola differenza: al periodo Mussoliniano è stato dato il nome di dittatura, mentre il periodo attuale, “repubblicano” viene chiamato democrazia.

Ma non ci sono sostanziali differenze e, delle due l’una: o entrambe i periodi vengono chiamati democrazia con estrema gioia da parte dei nostalgici del ventennio, ma allora bisogna convincere chi ha combattuto Mussolini, cioè americani, inglesi, scozzesi, australiani, canadesi ……… di essersi sbagliati e di aver rovesciato una democrazia, oppure essere onesti (!?) e chiamare questi due  periodi storici, nei quali il popolo parimenti non poteva intervenire nella gestione dello stato,  con il nome politicamente più corretto: DITTATURA.

Una delle tante cambiali firmate dal Ministero del Tesoro per pagare i prestiti delle banche. Era il 1863, ora le banche si sono impossessate dello Stato ed il Popolo non ha alcun potere.

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