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Draghi, il fantasma di Ceausescu

In Italia vi è un’alta concentrazione di micro-imprese a produttività inferiore alla media, con una regolamentazione che le incentiva a rimanere piccole“. (Mario Draghi, audizione alla Camera dei Deputati del 26 marzo 2015)

Draghi finge di non sapere che in un libero mercato non esistono norme impositive semplicemente perché è regolato dall’incontro tra domanda e offerta che in gergo si chiama “Legge del mercato”.

Tutti noi, grandi, piccoli o medi imprenditori sappiamo che se ci ostiniamo a produrre beni che il mercato non richiede o se pure produciamo un qualcosa che è richiesto ma qualità e prezzo non corrispondono alle esigenze della domanda, il futuro della nostra azienda sarebbe la chiusura a breve, semplicemente perché non abbiamo saputo soddisfare una domanda con un’offerta adeguata.

Draghi, banchiere privato, ci viene a dire che le aziende in Italia (sottinteso in Veneto?) sono troppo piccole e troppo numerose e questo fattore sarebbe causa di alto costo di produzione “dimenticandosi” del rapporto che il fattore tasse ha nei confronti dei costi.

La sua proposta sarebbe quella di fare crescere queste aziende ma evita di spiegare che non tutte potranno crescere e che se alcune di queste dovessero crescere a “dimensioni ottimali” (?) la quasi totalità delle altre sarebbe destinata a sparire.

Tale sua considerazione smaschera il vero fine di quello che sembra più un progetto che non un semplice appunto.

Quindi secondo Draghi ed  i suoi padroni, bisogna chiudere la quasi totalità delle aziende per ridurre i costi di produzione: il mercato dovrà accettare solo pochi beni, prodotti a costi bassissimi e venduti in un mercato monopolista e non più libero, dove pochi imporranno a tutti gli altri, tipologia e prezzo dei pochi beni accessibili.

Sembra un discorso di Ceausescu ai tempi in cui in Romania, nelle poche macellerie, si trovavano in vendita esclusivamente zampe di pollo perché il pollo veniva esportato per acquisire valuta pregiata ed arricchire il despota e tutta la sua famiglia.

Draghi, più somigliante a Ceausescu e non a Clinton che, da Presidente degli Stati Uniti, dichiarò il Veneto una delle aree economiche più forti del mondo ed esempio da seguire, è a buona ragione fonte di allarmata preoccupazione!

Una ragione in più per essere preoccupati anche nei confronti dell’Euro, della BCE, della Commissione Europea, del FMI, di Renzi e di tutto ciò e di tutti quelli che seguono “l’unica direzione”.

Daniele Quaglia

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