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Enti Bilaterali: il debito elettorale del Ministro Sacconi

Enti Bilaterali: debito elettorale del Ministro Sacconi
Gli Enti Bilaterali, dichiarati “non obbligatori” da una sentenza della Cassazione nella causa LIFE-EBAV, ma che il ministro Sacconi ha già reinserito con un gioco di prestigio (meglio sarebbe dire, con un imbroglio) senza tanto clamore e senza proteste, ridiventano praticamente obbligatori.
LIFE non accetta queste imposizioni degne di un regime totalitario e dichiara nuovamente guerra a tutti quei parassiti che vivono del sangue di chi lavora e a tutti coloro che, come il ministro Sacconi, per pagare un debito elettorale (il vecchio vizio del voto di scambio non è morto!) contratto con sindacati ed associazioni datoriali per il loro sostegno politico, non lesina mettere mano al portafoglio (una rapina!) di chi, con tanta difficoltà sta lavorando e tentando di sopravvivere.

Cosa sono gli Enti Bilaterali?
Gli Enti Bilaterali sono istituzioni di diritto privato (società) costituite in accordo tra i Sindacati e le associazioni dei datori di lavoro, elencati nella circolare di Sacconi.
E’ obbligatoria l’adesione di tutte le aziende artigiane, commerciali e studi professionali iscritti a tali associazioni.
Fino ad ora non avevano l’obbligo le imprese industriali perché nei contratti collettivi non era ancora apparso l’ente bilaterale ma i contratti collettivi nazionali che si stanno rinnovando e l’aiuto del ministro Sacconi , regalano una sorpresa anche a queste aziende ( molto probabilmente FIAT eslusa).
Non avevano questo obbligo nemmeno tutti quei soggetti (artigiani, commercianti, studi professionali) non iscritti alle Associazioni elencate, sentenza n.08476/03 della Corte di Cassazione relativa alla causa LIFE-EBAV, straordinaria vittoria LIFE!!!!!!!!!!!.
Sindacati e Associazioni datoriali, incassano da 15 a 19 Euro mensili per ogni lavoratore: un fiume di DENARO , che il ministro Sacconi vuol far pagare ai datori di lavoro ( in barba alla libertà sindacale ) con la supervisione, sempre imposta dal ministro Sacconi, di INPS, INAIL, INPDAP ed ENPALS che controlleranno il rispetto dei pagamenti da parte delle aziende.

Come si paga.
Le quote pagate dalle aziende agli Enti Bilaterali saranno versate dal gennaio 2011 su modello F24 e saranno così camuffate da tributi. E’ assurda questa procedura perché, ripetiamo, gli Enti Bilaterali sono società private ma questo meccanismo perverso consentirà, alle Esattorie come Equitalia, di gestire coattivamente le somme non versate pur non trattandosi né di tasse ,né di imposte, né di tributi e chi verserà non si accorgerà di pagare un carrozzone fatto e voluto dai sindacati, che rappresentano la minoranza e non la maggioranza.
E’ lo stato che fa da esattore ad un ente privato.
Un altro mistero di questo imbroglio è che NESSUNO può sindacare su come viene gestito questo fiume di denaro, esente da tasse e senza obbligo alcuno della presentazione di qualsiasi bilancio, giustappunto come da sempre per i sindacati. E nemmeno si potrà sindacare sulle persone messe nelle varie poltrone. Non è difficile pensare a questo punto a chi faranno riferimento e da chi sono/saranno inviate e con quali compensi.
Con l’aiuto del ministro Sacconi, questi enti introiteranno soldi, anche di chi nulla vuol spartire con questi enti.( forse è il caso di cominciare a ribellarsi ).

Quanto si paga
A questo punto ci sorge legittimo il dubbio che solo una minima parte del denaro confluito negli Enti Bilaterali sia utilizzata per i “nobili” fini fondanti.
Infatti gli Enti Bilaterali abbisognano di Sedi proprie o in locazione, e visto che sono nati da accordi fra più parti, saranno necessariamente dotati di Consigli di Amministrazione, di funzionari………………. tutti questi, assieme al personale impiegatizio, rigorosamente provenienti dalle fila di Sindacati, Associazioni di Categoria e Partiti politici, o parenti ed amici degli stessi.
Una grande fetta delle risorse prelevate “obbligatoriamente” dalle aziende andranno necessariamente a mantenere una burocrazia aggiuntiva di cui nessuno ne sentiva il bisogno.
In questi momenti particolarmente difficili, nei quali ogni mattina aprendo le serrande delle nostre attività, diamo inizio ad una giornaliera lotta di sopravvivenza, l’aumento di costi aggiuntivi dal 5 al 10% come questi, potrebbe essere il “colpo fatale”.
Prova ne sia del fatto che, dal 01 gennaio 2011 oltre all’ente bilaterale per l’artigianato veneto (EBAV), bisogna pagare anche quello nazionale e la quota richiesta per dipendente, al mese, è già arrivata a 19 euro. Di questi 19 euro da pagare, ben 5,91 euro vanno esclusivamente al mantenimento delle rispettive associazioni. (= il 31% dei contributi divorati dal “carrozzone”!!!!!!!!!!!!)
Non è di sicuro una grande trovata per l’economia aziendale, annaspante; anzi questa viene offerta in sacrificio sull’altare di Sindacati, Associazioni e Partiti politici proprio dal ministro Sacconi, premuroso di pagare loro, a questo punto, un debito elettorale. Con i nostri soldi!

La Costituzione è violata all’art. 3
………………E tutto questo il nostro ministro del Lavoro, lo fa nel più antidemocratico dei modi violando beffardamente la Costituzione italiana che, prima di tutto, dovrebbe essere sacra ed inviolabile alle stesse istituzioni che l’hanno emanata. Ma non c’è paese al mondo più contradditorio dell’Italia.
Così il ministro Sacconi, seguendo un malcostume consolidato, viola senza il minimo timore di essere un giorno chiamato a rispondere (tanto lui non pagherà mai e nemmeno gli Enti Bilaterali!), gli artt. 3, 36, 38 e 39 della sua (prima di tutto dovrebbe essere la “sua”) Costituzione e che dovrebbe essere il libro dei Comandamenti dello Stato italiano.
L’art.3 della Costituzione italiana dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Quindi, il ministro Sacconi , anche se nella sua “circolare” ha scritto che non c’è obbligo di versamento agli Enti Bilaterali, di fatto con una “furbata” non lascia scampo a questa scelta, perché bisognerebbe pagare almeno il doppio per non aderire agli Enti Bilaterali privati ( somma decisa dagli enti stessi !!!! una particolarità tutta italiana !!! ), inserendo così di fatto degli ostacoli economici alla libertà e allo sviluppo. La sua libertà è solo sulla carta, demagogica, non è libertà ma discriminazione.

………all’art.36, 38 e 39
L’art.36 della Costituzione dice: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro………………………………………..”
Invece Lei, ministro Sacconi, pretende di quantificare arbitrariamente una somma da erogare ai lavoratori dipendenti da aziende non iscritte agli Enti Bilaterali oltreché gravata di oneri e tasse.
In questo Suo provvedimento, dov’è la proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro svolto?
L’art.38 della Costituzione dice: “Ogni cittadino……………..
L’assistenza privata è libera.”
Se gli Enti Bilaterali sono giuridicamente delle società private, come può il sig. ministro Sacconi obbligare le aziende a questo tipo di assistenza quando l’art.38 della Costituzione parla di libertà?
L’art.39 della Costituzione dice: “L’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.”

Perché?
Perché, ministro Sacconi, vuole obbligare, sotto forma di convenienza per sbilancio economico (a questo punto costerà meno aderire agli Enti Bilaterali che non restarne fuori!), tutte le aziende ad aderire agli Enti Bilaterali? Visto che nessun sindacato è registrato, così non presenta bilanci, non paga le tasse, ecc., perché bisogna aderire a qualsiasi cosa facciano, sotto la veste di dare un qualcosa di indefinito e parziale al dipendente? Se il dipendente ha effettivamente diritto a qualcosa, ma che sia ben definito e chiaro, tutti i datori di lavoro dovrebbero corrispondere il dovuto direttamente al lavoratore stesso, ma non attraverso enti privati, che in apparenza diventano soggetti terzi, buoni e caritatevoli ma che, sopra, ci fanno la”cresta” e per di più sono loro stessi a stabilire le quote da versare, in modo insindacabile ed entrando così in una spirale perversa, senza fine. ( Si pensi che la quota da versare è aumentata del 33% da gennaio 2011 rispetto a dicembre 2010 ).

Un ministro può cambiare la Costituzione?
Abbiamo più volte sentito , da più parti politiche, che la nostra Costituzione è ormai stantia e ha bisogno di essere cambiata. Il ministro Sacconi si è già preso avanti, con la circolare Sacconi 43 del 15 dicembre 2010 ha deciso, a nostro avviso, di non rispettarla e cambiarla unilateralmente per l’occasione.
Il ministro continua a dire che tutto va regolato con il contratto collettivo; a questo punto ci domandiamo cosa servano le leggi e soprattutto cosa serva lui, in qualità di ministro del lavoro e tutto il personale del ministero, se a decidere su come operare deve essere il contratto collettivo e quindi i sindacati ( alla faccia della libertà sindacale )?
Ma come mai il contratto collettivo non va più bene, perché troppo stretto ed ingessato quando è la Fiat a non volerlo rispettare, mentre il ministro impone per artigiani, commercianti e professionisti il rispetto integrale del contratto collettivo, sotto minaccia di sanzioni e perdita di agevolazioni?
Così agendo sig. ministro si è assunto non poche responsabilità che all’occhio del comune cittadino non comportano alcun rischio.
Per noi non è propriamente così, e Lei sta correndo il rischio di una sua delegittimazione: un rischio pesante che non è giustificato da un provvedimento così palesemente in violazione della Costituzione.
Il nostro sospetto è che la Sua azione nasconda ben altro, ovvero, il pagamento di un debito elettorale che ha contratto con Sindacati ed Associazioni datoriali per il loro supporto alle ultime elezioni politiche che l’hanno vista trionfare.
Pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. E’ così, ministro Sacconi?

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