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Esenzione fiscale: Veneti pronti alle ritorsioni

Dopo il plebiscito e la dichiarazione di indipendenza che hanno dato forza e vigore all’identità Veneta non ci si può assolutamente  adagiare sull’onda      euforica  di un risultato tanto eclatante quanto inatteso ed aspettare che possa succedere ancora  qualcosa solo  per intercessione celeste.

“Aiutati che Dio ti aiuta” è un vecchio detto che noi  Veneti conosciamo molto bene visto che quando serve, ognuno di noi  sa come  rimboccarsi le maniche senza aspettare ordini o suggerimenti da chicchessia.

E’ arrivato il momento  tanto agognato, di riprendersi in mano il nostro destino ed ora non possiamo essere né titubanti né insicuri.

La protesta  fiscale che LIFE da almeno 20 anni auspica come unica soluzione contro la voracità famelica del fisco italiota ora si presenta come diritto acquisito, grazie al risultato del plebiscito, con il nome di “esenzione fiscale” da applicare nel periodo di transizione necessario per il trasferimento dei poteri dalle Istituzioni italiane a quelle della nuova Repubblica Veneta, legittimate dal voto maggioritario dei Veneti.

Sempreché  gli italiani accettino pacificamente questa transizione perché di fronte ad un semestre senza incassare le tasse dei Veneti è probabile che il sistema, perdente e  morente, inevitabilmente  tenterà di scatenare quantomeno delle ritorsioni  contro di noi.

Ci troveremo ad affrontare una realtà forse non contemplata, vale a dire che  il blocco delle nostre tasse sarà sicuramente usato come ricatto dagli apparati dello stato italiano che tuttora  gestiscono sanità, pensioni ed altri servizi primari;   lo Stato  potrebbe bloccare questi servizi per oggettiva mancanza di risorse economiche, ma soprattutto,  per tentare di mettere i  Veneti favorevoli alla protesta contro i Veneti che non sono a favore o che usufruiscono di questi servizi, Veneti delle vecchie generazioni che godono dei diritti acquisiti e Veneti delle nuove generazioni privati di qualsiasi diritto.

Veneti contro Veneti nella migliore delle  tradizioni italiche.

La situazione potrebbe essere di emergenza e presentare una gestione difficile soprattutto nell’immediato e per questo motivo dovremo essere preparati  con  la consapevolezza che i disagi inevitabili avranno  un tempo limitato, il tempo di organizzarci.

Lo Stato italiano ha dichiarato una  guerra strisciante, silenziosa contro i veneti che stanno subendo da 147 anni  la spogliazione di tutto e che  proseguendo su questa strada si troverebbero come degli zombi senza identità, senza una storia e senza un futuro.

E’ guerra e, come in tutte le guerre, ci sarà purtroppo chi pagherà un prezzo più alto di altri, un prezzo non in vite umane e distruzione ma un prezzo in disagio solo a patto che i Veneti rispondano  in massa all’auto proclamata “esenzione  fiscale” perché questa è l’ultima occasione pacifica che ci si presenta  per riprenderci la libertà. 

Per tale motivo dovremo essere uniti,  pazienti e fiduciosi  perché se ci sfugge questa opportunità pacifica e, in considerazione del l’instabilità politica a livello mondiale, non è assolutamente escluso che  qualche potenza straniera  possa pensare politicamente conveniente, creare in Veneto focolai di tensione facendo confluire armi e denari:  a quel punto la nostra terra potrebbe ridiventare tragico teatro di sangue, di distruzione e di morte.

Possiamo evitare che si creino tali pericolose situazioni solo con una partecipazione  totale all’”esenzione fiscale” per vincere pacificamente e velocemente le resistenze italiche soprattutto perché, come sosteneva Gandhi : “Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo”.

Daniele Quaglia

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Patrizia Vecce
Patrizia Vecce
6 anni fa

A mio parere occorrerebbe per i piccoli imprenditori un condono fiscale per farli ripartire.
Occorre cancellare le cartelle esattoriali che hanno prodotto il fallimento per mancanza di liquidità.
Bisognerebbe inoltre restituire ai lavoratori l’opportunità di riapropriarsi delle fabbriche ed aziende chiuse per il forzato “rientro” delle banche e costituire cooperative con l’aiuto dei fondi europei.

GIORGIO da Casteo
GIORGIO da Casteo
6 anni fa

Quando, tanto per essere chiari, riferisci che….. qualche potenza straniera possa pensare politicamente conveniente creare in Veneto focolai di tensione…di sicuro non pensi all’Austria con la quale confiniamo, ne alla Slovenia e tantomeno alla Svizzera.
La potenza (?) sicuramente è quella che ancora ci occupa e che ci ha dichiarato la guerra strisciante !

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