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Etilometro e autovelox, alla PA l’onere della prova

Finalmente ristabilito un concetto elementare per il quale, qualora un commerciante usasse una bilancia non omologata e non controllata periodicamente, rischierebbe il carcere per frode. Concetto non applicabile ai tutori dell’ordine che usano etilometri e autovelox inidonei, per mancanza di omologazione e revisione periodici, che non solo non rischiano alcunché ma la prova dell’inefficacia dei rilievi svolti, fino ad ora, spettava agli imputati costretti a ricorrere a studi legali e perizie tecniche.

La sentenza n.38618 del 19.09.2019 della Corte di Cassazione ripristina il concetto del procedimento civile per il quale è e sarà la Pubblica Amministrazione a dover dimostrare che gli apparecchi utilizzati per i rilievi siano corrispondenti alle esigenze normative.

E’ un concetto elementare che in uno Stato di diritto dovrebbe essere superfluo citare ma in questo Stato di NON diritto, dove il cittadino è considerato alla mercé di uno schiavo su cui qualsiasi rappresentante della PA esercita il suo potere di funzionario, che molto spesso maschera un cittadino frustrato, per vederlo riconosciuto è stato necessario il trascorrere di innumerevoli interminabili ricorsi ai tribunali fino al casuale incontro con giudici di buon senso.

Ed ecco finalmente: la Corte di Cassazione ripristina il diritto e d’ora in poi dovranno essere i rilevatori delle presunte violazioni a dover esibire le prove del corretto funzionamento degli apparecchi, per ora solo gli etilometri visto che la sentenza fa riferimento a questi ma, a breve, lo dovrà essere per analogia, anche per gli autovelox.

Ora che i tutori dell’ordine dovranno assumersi la responsabilità legale dei rilievi eseguiti, pena l’incriminazione per falso, saranno altrettanto spietati?

Daniele Quaglia

Tratto liberamente da https://www.laleggepertutti.it/302809_etilometro-diventa-piu-facile-evitare-le-multe-per-chi-guida-ubriaco

Una risposta a Etilometro e autovelox, alla PA l’onere della prova

  • Piersincero scrive:

    Colgo l’occasione per ringraziare Giorgio Marcon che, per tanti anni, in quest’ opera di redenzione ha profuso tutti i suoi sforzi !
    Nel contempo è sconfortante constatare quanto un “cittadino”debba lottare per ristabilire un naturale principio di reciprocità ben esemplificato da Daniele Quaglia col “commerciante” che usasse una bilancia non omologata.

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