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Evasione fiscale, colpa di Garibaldi

Assenteismo ed evasione fiscale: la lotta silenziosa del Sud contro uno Stato nemico

A Piedimonte Etneo (CT) 48 dipendenti comunali sono indagati per assenteismo; nelle ore in cui dovevano essere al lavoro si dedicavano a tutt’altre cose e non si scomodavano nemmeno per marcare il cartellino, compito delegato a colleghi, a famigliari, pure a ragazzini sotto lo sguardo acconsenziente di tutori dell’ordine. Vedi https://www.lasicilia.it/video/home/293303/piedimonte-etneo-a-fare-la-spesa-anziche-al-lavoro-indagati-48-dipendenti-del-comune-assenteisti.html

In certe zone della penisola, abusare delle istituzioni è quasi un costume, un dovere morale, una vendetta

postuma all’annessione forzosa attuata da Garibaldi; è un atteggiamento comprensibile solo per chi conosce la reale storia dell’unità, costellata dalle più crudeli ed efferate azioni contro le popolazioni inermi del sud, perché ostili ai conquistatori, e non la storia favoleggiante, farcita di falsi miti, veicolata dai testi scolastici.

Solo così trova comprensione logica questo atteggiamento e non ci si può scandalizzare neppure venendo a sapere che Piedimonte Etneo, con 4.000 abitanti ha più di 70 dipendenti comunali con un rapporto dipendenti comunali/popolazione di 1/55,5 (1 dipendente comunale ogni 55,5 abitanti) quando questo rapporto in provincia di Treviso è di 1/300 (1 dipendente comunale ogni 300 abitanti;) 6 volte più della media trevigiana.

Quei 48 del cartellino sono l’eccedenza, sono quelli che hanno scroccato una rendita sicura, che in ufficio non avrebbero nulla da fare e che, invece di annoiarsi seduti sulla sedia, se ne vanno per i fatti loro attuando pure il sabotaggio delle finanze pubbliche, vendicandosi così delle angherie inflitte dal nuovo Stato ai loro padri.

Il vero scandalo è la politica statale che, come i vigili di Piedimonte Etneo, annuisce al fatto e scarica in ogni sorta di lavoratori autonomi e non, le accuse del dissesto economico dello Stato e proclama farneticanti editti di contrasto all’evasione fiscale, quando anche questa trova progressiva espansione in quelle stesse zone. Vedere tabella elaborata da Agenzia delle Entrate https://www.ilsecoloxix.it/economia/2014/04/05/news/la-mappa-dell-evasione-fiscale-il-fisco-divide-l-italia-in-otto-aree-di-rischio-1.32048383

Appare allora logico che certi governanti (tutti) siano solidali con i loro conterranei e non prendano minimamente in considerazione questi aspetti politici che hanno gravissime ripercussioni economiche sulla spesa pubblica e sul debito; troveranno qualsiasi scusante di carattere politico, economico, sociale, culturale, geografico, sismico ……. per sminuire la gravità del problema.

In questa Italia c’è qualcuno che pur avendo molto non paga mai o paga pochissimo (a ragione) e qualche altro che, avendo poco e dopo aver pagato il dovuto è imputato a pagare (a torto) ciò che altri avrebbero dovuto.

La colpa è di Garibaldi, causa di tante pene, che viene identificato come uomo del Nord anziché uomo delle massonerie e degli intrighi internazionali; il Nord finché acconsentirà, non le massonerie, sarà chiamato a pagare da uno Stato che risulta nemico tanto del Nord quanto del Sud dimostrando però, intransigenza verso il primo e compiacenza nei confronti del secondo.

Nella più ortodossa ottemperanza al dogma divide et impera!

Daniele Quaglia

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