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Evasione fiscale, lotta di sopravvivenza o lotta di liberazione?

La genesi dell’evasione fiscale come risposta allo Stato, percepito nemico.

L’Italia è sempre stata un coacervo di lingue e di etnie e, per buona parte della loro esistenza, sono state aggregate in numerose e distinte entità statuali; prima del 1860 si contavano almeno una decina di Stati nella penisola.

Stati indipendenti, di dimensioni contenute e per ciò più sensibili e più pronti a captare e soddisfare le esigenze dei cittadini.

Qualcuno (per non evocare sventure lascio alla fantasia di chi legge indovinare i nomi) ha pensato che

sarebbe stato meglio avere un unico Stato, un unico governo e si è adoperato per eliminare le lingue, eliminare le etnie ed eliminare quegli Stati fondendoli in un unico Stato nazionale.

Dal più grande crimine contro i popoli è nato un mostro giuridico e politico: l’Italia, Stato nazionale.

Il potere ed il governo accentrati, sempre più lontani dalla gente in senso fisico ed in senso politico, hanno soddisfatto le esigenze dei borghesi, sempre inclini a sostenere il più forte, determinando l’arricchimento di questi e delle classi che formano la struttura del potere, a danno dei comuni cittadini, il grosso dei governati che mantengono  con le loro tasse tutti gli altri.

E’ la storia di ieri che si ripropone ai nostri giorni senza discontinuità alcuna.

Ma il popolo, quello chiamato sempre a pagare e pagare sempre di più e che parrebbe sottomesso, non dimentica e medita vendetta attuandola giorno dopo giorno, in silenzio.

Questa patri(gn)a Italia, così lontana dalla gente, non è amata (eufemismo) ed è considerata un corpo estraneo, quasi un nemico e, in sordina, viene combattuta col più antico e letale dei sistemi contro il potere, quello di non pagare le tasse.

Il potere lo chiama evasione fiscale; il popolo, lotta di sopravvivenza o di liberazione.

Fintantoché il potere continua a negare le cause politiche di una tanto diffusa evasione fiscale nascondendosi dietro al falso alibi della criminalizzazione dei cittadini, la tendenza non cambierà e la lotta (quella di sopravvivenza o di liberazione) si farà sempre più decisa.

Per fermare questa “evasione fiscale” non basteranno pagamenti tracciabili, caro Bitonci e nemmeno l’eliminazione del contante, come qualche arretrato eurotossico propone in tempi di criptovalute, perché queste potrebbero permettere di aggirare qualsiasi dispositivo di controllo e di limitazione e decretare l’inizio della fine.

Quella di questo Stato.

Daniele Quaglia

Una risposta a Evasione fiscale, lotta di sopravvivenza o lotta di liberazione?

  • giacomo tonon scrive:

    Sicuro che tuti i zherca de scampar ae tasse parche’ i e’ lori che ne’ comanda i primi LADRI del bel
    paese ciama’ ITALIA e questo le’ l’isegnamento che’ ne’ stat dat e par sopraviver toca far cussi’….!!!!!!!!!!!!!

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