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Fattura elettronica: calma e gesso

Relazione della discussione avvenuta nel corso del Direttivo LIFE Treviso il 26.11.2018, sulla fattura elettronica.

La realtà è sempre diversa da ciò che appare e anche la fattura elettronica, che il pressante tam tam di aziende informatiche e gestori di servizi software, evidentemente interessati all’affare, danno per ineluttabile da Gennaio 2019 avrà un’evoluzione tipicamente italiana.

Allo stato attuale delle cose ci sono dei problemi di carattere tecnico, logistico e giuridico che rendono impossibile la realizzazione di questo progetto, quanto meno, prima di giugno 2019.

E’ quanto è stato espresso in un’audizione parlamentare dal Consiglio nazionale dei Commercialisti.

Problemi di carattere tecnico: i primi test di prova hanno messo in evidenza che l’invio di una fattura elettronica impiega non meno di 25 minuti per essere compiuto; il tutto è dovuto alla mole di dati da elaborare, figurarsi per milioni di fatture inviate pressoché simultaneamente.

Problemi di carattere logistico: anche le fatture elettroniche dovranno essere conservate per 10 anni e le aziende che gestiscono tale servizio stipuleranno contratti decennali. Se nel frattempo, in deroga ai contratti, la gestione dovesse essere affidata ad altri gestori ….. è un fatto non previsto dalle attuali norme, quindi c’è un vuoto normativo che esige chiarezza onde definire le eventuali future responsabilità.

Problemi di carattere giuridico: il primo è il vuoto normativo qui sopra accennato, il secondo è la tutela della privacy in quanto aziende private gestirebbero milioni e milioni di dati sensibili su cui non esiste, anche in questo caso, una previsione normativa; solo i medici e farmacisti sono esentati dall’emissione della fattura elettronica proprio in virtù della privacy dei pazienti. Non si vede perché la stessa tutela non sia garantita nel caso delle partite IVA che potrebbero essere oggetto di spionaggio o sleale concorrenza conseguenti la cessione dei loro dati.

Ergo per cui, restante tale la situazione, sarà impossibile rispettare la scadenza di gennaio 2019 e non potendo il Governo italiano rinviare ufficialmente la cosa per non attirarsi ironiche accuse dall’Europa, dopo i finanziamenti ottenuti dai Governi precedenti (Renzi) che si sono offerti come cavie per questo progetto europeo, non concederà alcuna proroga ma, per certo, concederà l’esonero dalle sanzioni almeno fino a luglio 2019.

Secondo il Consiglio nazionale dei Commercialisti è augurabile che, per garantire i diritti dei contribuenti, e quindi anche delle partite IVA, la questione fattura elettronica venga gestita direttamente dall’Agenzia delle Entrate ed in forma gratuita come avviene già per l’invio elettronico delle varie dichiarazioni fiscali.

Quindi, calma e gesso … aspettando l’evolversi.

Daniele Quaglia

2 risposte a Fattura elettronica: calma e gesso

  • Maurizio scrive:

    Molto interessante Grazie

  • Michelangelo DALLA FRANCESCA scrive:

    Molto bene e grazie per il lavoro d’informazione. Una cosa solo voglio evidenziare.
    Si dice che questo ulteriore balzello a favore del meridione (non dimenticate infatti che molti commercialisti sono meridionali stante il fatto che i loro nemici virtuali pure lo sono) è stato chiesto al governo italiano per combattere l’evasione in cambio della flessibilità sul deficit (i famosi 80 € per es.). Ma al nord l’evasione è al 10/15% (cioè fisiologica come nei paesi virtuosi e nonostante una tassazione da rapina a mano armata); Al sud invece supera il 50% il che vuol dire che realmente è al 100% visto che l’80% dell’economia meridionale si basa su stipendi statali, non soggetti ad evasione. Quindi ancora una volta pagheremo per il sud che non pagherà una minchia perché mettere le mani su un’evasione del 100% significherebbe distruggere quel po’ che resta di economia non statale ed innalzerebbe al 100% la necessità del reddito di cittadinanza.

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