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Fine dell’Italia?

Pensioni: il punto di non ritorno raggiunto dall’Italia costituisce una drammatica realtà che può essere vista con ottimismo solo da chi, speranzoso nella divina provvidenza, aspettava l’occasione propizia per realizzare la secessione politica.

Dato inconfutabile: il numero delle pensioni erogate ha superato il numero di buste paga; il dato è talmente eloquente che chiunque è in grado di capire che il sistema sociale, come lo conosciamo, sta implodendo.

E’ l’annoso problema del sistema pensionistico a ripartizione che poteva reggere finché per un pensionato vi erano sette lavoratori attivi e le aspettative di vita non superavano i 70 anni; ora, l’aspettativa di vita supera gli 80 anni e il rapporto lavoratori attivi/pensionati non è più di 1:7 ma è di 1,3:1 e siccome molti, qui in Italia, percepiscono più di una pensione, il numero delle pensioni ha superato il numero delle buste paga.

Il sistema, fino ad ora, ha funzionato così: i contributi versati da chi lavora vengono usati per pagare le attuali pensioni e siccome, pur pagando il 33% di contributi previdenziali sul reddito, questi sono insufficienti a pagare le pensioni, lo Stato è costretto, di anno in anno, ad emettere nuovo debito che si aggiunge al vecchio crescendo senza sosta.

Ora è troppo tardi ed il tempo per modificare il sistema pensionistico oramai è scaduto; chissà a quale Santo potranno votarsi coloro che speravano di sopperire alle falle del sistema con un incremento delle nascite o dell’immigrazione clandestina, visto che anche la crescita anagrafica è in recessione.

Il calo delle nascite, con un -36 per mille ed emigrazione verso altri Paesi di forza lavoro, superano l’arrivo di nuovi immigrati tanto che la popolazione dello Stato italiano, dal 2015 è diminuita di mezzo milione, 551.000 unità, per l’esattezza.

Cavoli amari per chi ha la pretesa di governare un simile baraccone che rischia di avere contro sia i pensionati, per l’incertezza della loro rendita, sia i lavoratori che si trovano espropriati i loro risparmi pensionistici (contributi INPS); un barlume di speranza, invece, per tutti coloro che attendono sulla riva del fiume, il passaggio del morto, l’Italia.

Daniele Quaglia

leggi le notizie

https://www.ilgiornale.it/news/politica/pi-pensioni-che-buste-paga-ora-allarme-stipendi-1876678.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/13/calo-demografico-istat-nascite-al-minimo-storico-dallunita-ditalia-meno-arrivi-degli-stranieri-86-e-piu-emigrazione-81/5866189/

 

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giacomo tonon
giacomo tonon
6 mesi fa

I DOVEA SPERPERAR MANCO E NO’ DARGHE PENSION DE ORO A CHI CHE’ NO SEE MERITA …..
I SO’ PARE E MARE DEI MAEDETI POITICI PAR ESEMPIO AI SIORI GIORGIO, SERGIO, ROMANO, E TANTI ALTRI………………………………………………………………

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