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Giustizia Veneta: la pena di morte

La giustizia Veneta era inflessibile e non guardava in faccia nessuno, qualche volta anche sbagliando ma quando ciò succedeva le Istituzioni Venete riconoscevano l’errore e riabilitavano pubblicamente chi era stato punito in modo ingiusto.

La pena di morte annunciata con simili forme: “sia tagliata la testa, sicché sia separata dal busto”, oppure “sia appicato per la gola, sicché muoia” era prevista per i seguenti reati:

  1. omicidio premeditato;
  2. ratto di donna (di buona fama e non dedita alla prostituzione);
  3. aborto, infanticidio;
  4. adulterio;
  5. sodomia;
  6. falsificazione di moneta;
  7. incendio;
  8. deviazione di fiumi in danno allo Stato;
  9. abuso notturno di domicilio, finalizzato alla commissione di reati gravi (escluse le cause d’amore);
  10. bestemmia;
  11. reati gravi commessi dai carcerieri (violenza carnale su detenute, favoreggiamento in evasione);
  12. ladri di strada e loro complici (latrocinio);
  13. favoreggiamento all’evasione di condannati a morte;
  14. vilipendio, imbrattamento, danneggiamento di immagini sacre (bestemmia grave);
  15. oltraggio al giudice nell’esercizio delle funzioni (ma non se il reo risponde a precedenti offese);
  16. dolo del giudice nel pronunciare ingiusta condanna a morte;
  17. lesa maestà (divina e umana);
  18. redazione e divulgazione di libelli in danno all’onorabilità di persone oneste;
  19. somministrazione di farmaci nocivi alla salute da parte dei medici;
  20. commercio carnale con monache;
  21. attentato alle mura cittadine;
  22. incarceramento non autorizzato di persone in locali privati (prigione privata);
  23. violenza carnale su fanciulla da parte del suo tutore;
  24. devastazione di aree agricole;
  25. violazione di sepolcri.

A parte il fatto che la pena di morte al giorno d’oggi sarebbe improponibile, certi reati dovrebbero contemplare pene decisamente più severe di quanto stabiliscano le leggi italiane che si rivelano in aperto contrasto con lo spirito veneto.

Daniele Quaglia

Tratto da “Giustizia Veneta” – Lo spirito Veneto nelle leggi criminali della Repubblica” di Edoardo Rubini Ed.Filippi Editore, Venezia

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