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Il 70% va allo Stato

Altro che 40% di pressione fiscale in linea con la media europea

Quando troveranno il coraggio di dichiarare la vera pressione fiscale che in Italia grava sulle aziende, come da 25 anni LIFE denuncia, sarà per dichiarare il mea culpa dopo che anche le poche aziende rimaste saranno state costrette a soccombere.

Lo studio della Banca Mondiale, da poco pubblicato, attribuisce all’Italia una pressione fiscale del 59% sui redditi delle aziende, in aumento del 6% sull’anno precedente, aumento dovuto alla fine della decontribuzione totale per i nuovi assunti a tempo indeterminato.

Con una media europea del 38,9% e quella mondiale del 40,5% l’Italia si pone al poco invidiabile 128° posto nella classifica generale composta da 189 Stati.

Finalmente le fraudolente dichiarazioni degli organi di Stato che, da sempre, dichiarano una pressione fiscale in linea con quella europea sono clamorosamente smentite da un organo internazionale imparziale che, comunque, presenta i dati come frutto di una media.

Vale a dire che quel 59% attribuito all’Italia quale pressione fiscale è frutto della media tra le aziende che pagano tutto e quelle che, multinazionali in genere, favorite da accordi segreti con lo Stato, pagano quasi niente, anche meno dell’ 1% sugli utili dichiarati. Vedere https://www.life.it/1/italia-inferno-e-paradiso-fiscale/

E’ già un passo avanti nella ricerca della verità continuamente ostacolata dallo Stato italiano che incolpa le partite IVA di evasione fiscale dando in posto alla credulità dell’opinione pubblica dati, a questo punto, presumibilmente falsi.

Fatto sta che l’Italia, nonostante una pressione fiscale reale di circa 30 punti percentuali sulla media mondiale, checché ne dicano più vicina al 70% che non al 65%, detiene nel contempo uno dei più alti debiti che continua ad alimentare con un flusso di entrate da tempo insufficiente ma che non può aumentare oltre: è la spesa che è impazzita e non è più sostenibile nello stesso contesto che l’ha generata, non ultima la questione monetaria.

Quando mai, non solo i Veneti ma tutti i cittadini si accorgeranno dell’imbroglio politico che li sta schiavizzando e decideranno di imbracciare i forconi per una salutare rivoluzione?

Daniele Quaglia

vedere anche  https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/26/fisco-il-rapporto-tra-tasse-e-contributi-le-imprese-italiane-versano-il-59-dei-proventi-allo-stato-contro-una-media-ue-del-389/5581128/

2 risposte a Il 70% va allo Stato

  • Gianluigi Dal Brun scrive:

    Ma come fate a fare i conti ! Quando la Repubblica fa attivo di bilancio significa che raccoglie piú moneta di quella che immette. Significa che le tasse superano il 100% della spesa pubblica, che lo Stato sta rubando i risparmi privati al popolo. Significa che fare impresa sarà mediamente fallimentare. Significa che i governanti non stanno facendo interessi del Popolo ma di altri . È così difficile capirlo? È matematica.

    • daniele scrive:

      qui si parla di una pressione fiscale insostenibile e di una spesa, su cui ha impatto destabilizzante il costo degli interessi sul debito legato strettamente alla questione della sovranità monetaria, largamente superiore alle entrate. Se le entrate fiscali fossero superiori alla spesa (che comprende gli interessi sul debito) l’Italia sarebbe un Paese virtuoso ma, non essendo così, rimane un Paese di sfigati che non hanno nemmeno il coraggio di ribellarsi

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