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Il marchio di cattivo pagatore

Chi ha rapporti con banche e agenzie finanziarie è soggetto ad una valutazione della sua solvibilità e affidabilità a cura di società di diritto privato (es. la Crif S.p.A.) dette SIC (Sistemi di informazioni creditizie) che tengono un’aggiornatissima banca dati messa a disposizione dei loro clienti (banche e finanziarie) per non rischiare di concedere credito a soggetti poco affidabili.

Queste banche dati raccolgono qualsiasi informazione, positiva o negativa inerente i rapporti di un’azienda o di un cittadino con istituti di credito quali banche e finanziarie: quasi un curriculum.

Tra i dati registrati, l’emissione di assegni a vuoto e protestati, mutui non pagati o pagati in forte ritardo,

scoperti sul conto o lo sforamento dell’apertura di credito ed a volte anche piccoli ritardi nei pagamenti di rate danno luogo ad una segnalazione nella Banca dati di queste società come cattivi pagatori.

I SIC conservano le informazioni per periodi variabili che, in funzione al tipo di mancanza, sono compresi tra uno e 36 mesi, trascorsi i quali la segnalazione è cancellata in automatico.

Ben più grave è la segnalazione di cattivo pagatore che gli istituti di credito fanno pervenire alla Centrale rischi interbancaria della Banca d’Italia, organo di diritto pubblico, in quanto per arrivare a tanto la difficoltà economica del soggetto a riferimento deve presentarsi pressoché irreversibile tanto più che, dopo la segnalazione e le conseguenti chiusure del credito, è destinata ad ulteriore peggioramento. In questo caso la segnalazione prende le caratteristiche di un marchio indelebile.

NB: solo “incidenti di percorso” riguardanti i rapporti con le banche e le finanziarie danno vita a segnalazione di cattivo pagatore; sono quindi esclusi i rapporti tra clienti, fornitori e pubblica amministrazione e, conseguentemente, imposte, tasse o fatture non pagate non concorrono a determinare la segnalazione di cattivo pagatore.

Daniele Quaglia

Per approfondire https://www.laleggepertutti.it/284789_come-si-finisce-nellelenco-dei-cattivi-pagatori

Una risposta a Il marchio di cattivo pagatore

  • Renzo scrive:

    buona sera, non entro nel merito della segnalazione alla centrale rischi, anche se ammesso che l’informazione sia giusta, una volta che è stato pagato il debito a volte per cancellarlo la banca d’Italia ci mette anche alcuni anni, invece per estinzione ammesso non venga rinnovato passano 10 anni, in pratica è un ergastolo a vita, ma la drammaticità e che le banche che le finanziarie possono vendere il credito,e si fa presto a fare due più due chi può comprare i crediti oggi, quindi si innesca un pericolo gravissimo,poi c’è il problema sequestro del quinto, riservato anche ai pensionati,al di sotto anche dei 700,00 € di pensione mensile, ma la pensione non sarebbe un bene e un diritto acquisito intoccabile? Cosi ho sentito da qualche politico. concludo con una mia oppinione personale visto che di questi problemi non se ne parla, evidentemente va bene cosi TUTTI ZITTI ognuno bada al suo orticello.Un caloroso grazie a Daniele Quaglia di avere ricordato il problema.

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