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Il Popolo è sovrano: Italia addio!

Il plebiscito per l’indipendenza del Veneto svoltosi dal 16 al 21 marzo 2014 è stato ritenuto non notiziabile dagli organi di informazione italiani fino a quando  le cifre di adesione al voto non hanno cominciato a diventare tanto pericolosamente  importanti  da  far scattare l’allarme.

Scommetterei  tutto quel poco che è mio che questa linea politica dell’ignorare un fatto così rilevante sia stata imposta dalle alte gerarchie del regime, nomi che evocano una triste epoca storica,  ma che efficacemente e realisticamente descrivono  quanto sta nuovamente accadendo nella penisola.

Così mentre agli italici narratori era imposto il silenzio, i media inglesi, americani e russi davano ampia risonanza all’evento prospettando la possibilità che l’Italia dovesse affrontare il suo futuro priva di un’entità importante e indispensabile per la sua sopravvivenza, vale a dire senza i Veneti, il Popolo Veneto.

Al terzo giorno, visto che dai dati il plebiscito avrebbe potuto assumere un valore politico tanto importante quanto compromettente per la sua sopravvivenza , la intellighenzia ha fatto scendere in campo i detrattori che hanno cominciato a far passare la notizia, a modo loro,  inventandosi  qualsiasi tipo di sequela per screditare l’evento. 

“Il meccanismo non da garanzie, chiunque può votare più volte, i numeri sono irreali, è illegittimo, è solo un sondaggio ……. “ scrivevano ed annunciavano senza preoccuparsi più di tanto per verificare quello che succedeva nei seggi predisposti.

L’Ufficio LIFE è stato messo a disposizione come seggio così come in proprio ha fatto il consigliere provinciale di LIFE Treviso,  Ivan Fabbris:  noi abbiamo potuto renderci conto che chi ha votato è gente reale, in carne ed ossa, uomini e donne,  giovani, meno giovani ed anziani, il più vetusto dei quali classe 1928 è venuto in seggio a piedi da casa sua.

Pensionati, studenti, laureati, professionisti, artigiani, occupati e disoccupati, perfino  giovani mamme con la carrozzina …..  tutti che chiedevano di poter votare e che alla domanda “vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica federale, indipendente e sovrana?” rispondevano quasi stizziti: “Si, altrimenti non sarei venuto”.

Tutti desiderosi di uscire il più presto possibile  da questo incubo chiamato Italia.

Tanta e tanta gente che si è recata a votare perché il Plebiscito era organizzato da liberi  cittadini, senza un marchio di parte, fuori dal controllo di qualsiasi partito e delle istituzioni italiane dove lo stimolo a votare è nato  nel  profondo del cuore dall’identità che nella consanguineità trova la massima unione, anche in tanti meridionali diventati veneti dentro,  non dall’appartenenza ad un  partito, parola la cui etimologia  indica divisione.

2.360.235 Veneti che hanno manifestato la loro sovranità  votando  in barba all’ostracismo dei media subendo  compostamente e passivamente tutte le più ignobili critiche al limite del razzismo e che si aspettano l’imminente attacco del regime perché  sanno che questo resta l’ultimo suo passo e che dopo di questo, come ha sempre preconizzato mahatma Gandhi, ci sarà la vittoria, la nostra vittoria.

La storia da sempre ci insegna  che i popoli sopravvivono agli Stati, per quanto sanguinari e criminali essi siano, non viceversa.

Il Popolo d’Israele ne è l’esempio più vivo, il Popolo Veneto sarà il prossimo perchè la sovranità appartiene al Popolo, stop.

Addio Italia.

Daniele Quaglia

 

VOTI VALIDI: 2.360.235, pari al 63,23% degli aventi diritto al voto

I SI sono stati 2.102.969, pari all’89,10% dei voti validi espressi

I NO sono stati 257.266, pari al 10,90% dei voti validi espressi

I voti non validi  sono stati  6.815, corrispondenti allo 0,29% dei voti validi espressi

http://youtu.be/iZAs2AQ_BKU

21 marzo fine votazioni

tripudio a treviso

seggio a Mansuè

7 risposte a Il Popolo è sovrano: Italia addio!

  • Alberto Pento scrive:

    Caro Daniel, no ła xe mia cusita.
    No basta on voto sondajo a rendarne lebari e endependenti, ghe vol na volontà de fero da metar en pratega: i 2miłioni de veneti ke, dato ke li ga votà SI, łi ga da canviar sto SI en realtà.
    Par farla sta realtà cogna ke sti 2miłioni de veneti łi vaga fora de caxa e łi fasa ła revołousion parando via tuti i comisari del stado talian a scuminsiar dai prefeti, dai coestori, dai diretori de łi ofiçi tributari, de łe caxerme miłitari, dei CC, de i tribunałi e de łe Procure de ła Repiovega Tałiana … via tuti.
    Cogna costruir de łe istitusion venete federałi come ła Xvisara e no darghe pì on skeo al stado tałian.
    Cogna cavar via tute łe bandere tałiane e tuti i monoumenti del stado tałiana e canviar tuta la toponomastega ke porta el nome de Roma, Garibardi, Cavour, Mazzini, Savoia e conpagnia cantante.

    • daniele scrive:

      Sono daccordo con te, ma sarà difficile che i 2 milioni di veneti facciano tanto. Ma chi ha ottenuto il loro voto si trova con un potere ed una legittimazione enormi. Se nel 2009 avessi avuto 2 milioni di voti invece di 400 (quattrocento) l’indomani mattina mi sarei recati dal prefetto per notificargli il foglio di via

      • Alberto Pento scrive:

        Me despiaxe ma mi go votà par l’endependensa del Veneto e no ghe go da la delega a nesun, no go votà par elexar coalkedon. Xe lomè el popolo e la màsa (i nomari) ke li ga el poder e no 10 delegai (mi no go delegà nesun).

  • GIORGIO da Casteo scrive:

    Per la Patria e la 3^ Repubblica Veneta proclamata a Treviso il 21.marzo.2014 Ora servono affermazioni nelle piazze delle principali citta’ venete e atti di difesa da sicure incursioni della gendarmeria occupante guidata da prefeti e questori. Ho solo il rammarico di aver letto sull’indipendenza.com (quotidiano on line) un articolo del ns presidente Lucio Chiavegato che mi ha lasciato alquanto perplesso. Che si voglia trasformare i presidi C9D è condivisibile. Eliminarli no! In quanto essi, come il ns di Boscalto nell’Alta Padovana, costituiscono la premessa del futuro veneto Cantone. Infatti non operiamo piu’ ora dalla rotonda per rallentare il traffico, ma ci siamo trovati una sede in zona artigianale a Loreggia e da qui portiamo avanti iniziative diverse in favore della popolazione e delle aziende. La 2^ cosa che mi da perplessita’ è la decisione del ns presidente di costituire un nuovo (l’ennesimo) movimento venetista. Allora del Life che ne faciamo ? Libero amico Lucio di farlo ma ti devi ricordare che circa 20 anni fa ti sei fato onore 8Ed io ero al tuo fianco

  • GIORGIO da Casteo scrive:

    (segue) difendendo la dignita’ dei Veneti e contrastando nelle piazze chi li perseguitava. Allora eravamo in pochi,coraggiosi,ma pochi. Ora siamo in tanti e c’e’ la percezione che lo scontro, quello vero, sia ravvicinato. Lo vogliamo capire ?
    Quando nel 2013 ti sei insediato alla presidenza Life hai affermato che avresti difeso il popolo italico in quanto costituito da liberi imprenditori iscritti al Life. Ora i vari rappresentanti dei popoli italici ti hanno tradito e tu giustamente sei rientrato nell’ovile (in Veneto). Quindi da qui, da questi Cantoni, devi dispiegare la tua forza ed il tuo coraggio difendendo da qualsiasi provocazione intimidatoria TUTTI I VENETI e non solo gli iscritti , come ha sempre fatto l’eroico ns patriota Fabio. (GdC)
    Viva San Marco

    • daniele scrive:

      non è Chiavegato che deve difendere i Veneti, sono i Veneti e tuti quelli che aspirano alla libertà che devono imparare come difendersi, ma prima di imparare serve il coraggio per farlo. La questione è tutta quì: il coraggio.
      Se lo si ha per natura non c’è problema, se non si ha si deve cercarlo e trovarlo. Solo allora un uomo sarà libero perchè senza coraggio qualsiasi uomo resterà schiavo.

    • Alberto Pento scrive:

      Vanti de organixar e de organixarse cogna saver ben coanti omani ca ghè, coanti veneti ke ga votà veramente par l’endependensa, parké se no ghè ła majoransa, i deboto 2miłioni de veneti ke coalkedon el dixe, no te conbini gnente.
      Se se ghese lomè 10miła o 100miła omani no se conbina gnente.
      Vanti de tuto cogna contarse dal bon e no star ai nomari de łe ciacołe de coalkedon.
      Se no, femo naltra magra figura.
      Se coalkedon el ga contà bàłe e el ga fato el fanfaron cogna sepelirlo soto na mota de merda e de vargogna.
      E ła vargogna ła ga da esarghe anca par coełi ke łi se beve da bauki tuto coeło ke ghe vien contà.

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