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Il rapinato risarcirà il rapinatore

Condannato a 3 anni e 8 mesi per rapina, l’albanese sarà risarcito provvisoriamente con 25.000 € dal rapinato il quale si becca anche una condanna a 4 anni e 11 mesi; come dire: se un rapinatore ti entra in casa dagli tutto, auto, soldi, carta di credito, metti la tua casa a disposizione della sua famiglia e non avrai più problemi!

E’ la paradossale storia di Walter Onichini, storia che non a caso si materializza proprio nel Paese dei

paradossi per eccellenza, l’Italia.

In queste brevi dichiarazioni dell’Avv. difensore di Onichini all’Agenzia AdnKronos, la cronaca dei fatti:  “Gli spari contro il ladro non erano diretti ad uccidere, perché il mio assistito di notte non vedeva dove stava sparando e poi aveva caricato in auto l’uomo ferito per soccorrerlo e lo aveva abbandonato sul ciglio della strada solo dopo essere stato aggredito dallo stesso , e per paura dell’arrivo dei suoi complici – spiega il legale – e ancor più, con la nuova legge sulla legittima difesa, il mio assistito doveva essere assolto: stava subendo violenza, era nel proprio domicilio ed era in una condizione di grande allarme psicologico per il figlio piccolo, avendo paura che fosse stato rapito”.

“E le sette ore di camera di consiglio della Corte d’Appello testimoniano quanto sia stata incerta e difficile la decisione presa dai giudici”, sottolinea l’avvocato De Toni che poi spiega che “con la sentenza di secondo grado diventa esecutivo il provvedimento di provvisionale con cui Onichini dovrà pagare 25 mila euro di risarcimento, come anticipo, all’albanese che per l’assalto è stato condannato a 3 anni e 8 mesi e che quando la sentenza è diventata esecutiva è rientrato nel suo paese. Ma basterà che firmi una procura speciale per incassare i soldi”, conclude con amarezza De Toni.

Sembra che per alcuni giudici, la legittima difesa sia un concetto bellico e che solo in guerra si possa sparare al nemico magari dopo avergli intimato per tre volte l’Alt e aborriscono l’idea di considerare nemico chi, nel pieno della notte, entra in casa tua disposto a qualsiasi azione bellicosa.

Poveri migranti del crimine, guai a sfiorarvi con l’ombra della discriminazione perché razzisti sono i Veneti che hanno la villetta (casa) in luogo isolato, sono loro i colpevoli istigatori delle vostre nefandezze e tanto più sono colpevoli, se vi sparano.

Questa è discriminazione razziale non contro i pendolari del crimine ma contro un Popolo, contro i Veneti!

Il giorno del processo in Cassazione come  proposto dal nostro Lucio Chiavegato, da sempre vicino a Onichini, i Veneti dovranno dare un segnale politico a quella Magistratura che controlla politicamente il bel Paese: bloccare, per quel giorno, tutte le strade del Veneto come fu per i presidi del 9 dicembre 2013.

Ottima idea, diamoci da fare!

Ma, capiranno?

Daniele Quaglia

In corteo per Onichini

4 risposte a Il rapinato risarcirà il rapinatore

  • GIORGIO VIGNI scrive:

    Lo stato deve mantenere, a tutti i costi, il monopolio della difesa, per tenerti schiavo.
    Quanto al blocco delle strade, vista la folla di Pd, penso, ma vorrei tanto sbagliarmi, che i civilissimi veneti, al massimo, affolleranno, moderatamente, qualche osteria. Il prosecco, perdirindina, è o no patrimonio dell’umanità, sì, di sudditi.
    Me racomando: non sta combatare, no sta comprometarte !
    Povero S. Marco, el leon, no, el conicio.

    G.Vigni

  • lorenzo. scrive:

    venezia.09.luglio.2019.
    stato di mafia,vis,giudice di mafia.
    avete mai pensato,su 25milaeuro,quanta percentuale va al giudice?10percento.20percento.30percento.
    da sistema mafioso docett.
    autonomia&indipendenza,subito.
    ciao.

  • giacomo tonon scrive:

    Come o’ gia’ dita no’ se cambia gnent senzha al sciop tra’ le man !!!
    ghe ne’ masa stupidi in sto’ paese ciama’ ITALIA !!!

  • Aldo scrive:

    Vedendo in quanti eravamo a Padova il 5/7,dubito che riusciremo a bloccare qualcosa..ma io ci saro’

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