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Il ricatto del fermo amministrativo

Si apre uno spiraglio contro l’abuso ricattatorio di questo provvedimento.

Da quando è nato il fermo amministrativo, LIFE non ha esitato a classificarlo”ricatto” e subito si è messa in moto per contrastarlo anche platealmente, come nella manifestazione del primo luglio 2003 nel corso della quale abbiamo sfidato le forze dell’ordine circolando con un’auto sottoposta a fermo alla quale non hanno saputo applicare alcuna sanzione lasciandola circolare liberamente. Vedi https://www.life.it/1/fermo-amministrativo/

Che si tratti di un vero e proprio ricatto lo ha riconosciuto recentemente, anche se in modo indiretto, la Commissione Tributaria di Salerno con la sentenza n. 1986 dell’8 luglio 2019 annullando un fermo amministrativo disposto dall’Agenzia delle Entrate sulla base di una circolare della stessa.

Secondo questa sentenza il fermo amministrativo non può essere disposto in automatico, secondo una prassi oramai consolidata ma che la sentenza archivia con un’ombra di illegittimità, anche se a monte l’Erario vanta un credito certo per cartelle non pagate ma tale estremo provvedimento “deve essere adeguatamente circostanziato e scaturire da una approfondita e attenta analisi della situazione del debitore-contribuente”.

In pratica se il fermo viene a colpire un contribuente diversamente solvibile è illegittimo e da ritenersi legittimo soltanto se il bene mobile dovesse essere l’unico capitale a garanzia del debito ed a patto che tali deduzioni vengano riportate nel preavviso di fermo amministrativo, pena l’impugnazione per difetto di motivazione.

E’ da capire in quale modo l’impugnazione sia possibile per i vecchi provvedimenti che riguardano vetture oramai ridotte a rottami ma impossibili da rottamare senza la cancellazione del fermo.

Daniele Quaglia

per approfondire https://www.laleggepertutti.it/295688_fermo-amministrativo-e-illegittimo-se-non-motiva-lurgenza

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