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Il voto degli indipendentisti

Gli indipendentisti veneti, cosa voteranno?

Nell’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali molti indipendentisti veneti si pongono il problema sul da farsi perché non è mai esistita una vera strategia mirante all’indipendenza e si sono, di volta in volta, smarriti nella composizione, trasformazione e scioglimenti, di partiti e movimenti.

Si, perché la maggior parte dei Veneti crede che l’indipendenza sia raggiungibile percorrendo le strade che il “nemico” lascia libere dimostrando di sottovalutare la sua perfida arguzia.

Conoscerlo bene (il nemico) significa non solo poter prevenire le sue azioni ma anche avere la possibilità per neutralizzarle: il mezzo per poter farlo si chiama Costituzione.

La Costituzione italiana definisce l’Italia una Repubblica democratica (Art.1) usando indirettamente il termine democrazia, sinonimo di potere al popolo.

La sovranità popolare, massima espressione di potere al popolo, viene negata sempre nel medesimo articolo che la enuncia “ …La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione(Art.1);  la sovranità, l’essere sovrano, escludono per definizione, qualsiasi limite.

Inoltre, in questo primo articolo della Costituzione italiana, sovranità e democrazia sono citate in  forma astratta che non consente di individuare uno  specifico soggetto, un’entità fisica, un popolo determinato a cui attribuirne la sovranità.

Tanto più che, dopo questa breve e unica citazione, il termine popolo viene abbandonato per lasciare il posto al termine ordinario “cittadino”.

Con queste premesse, il voto dei cittadini è citato in Costituzione come dovere civico (Art 48) ed a costoro è consentito “il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. (Art.49)

A questo punto, per comprendere il vero senso di quest’ultimo concetto è utile fare un salto all’indietro per tornare all’Art.5  “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali ….”.

Ora sorgono spontanee alcune domande:

A cosa servirebbe il voto degli indipendentisti veneti se il loro partito indy, sotto la minaccia dello scioglimento coatto, potrebbe solo concorrere a determinare la politica nazionale all’interno di una Repubblica, unica e indivisibile che al massimo potrebbe concedere l’autonomia locale già, per altro, rivendicata da altro partito?

Pur acquisendo una maggioranza assoluta, nessuno potrebbe garantire l’ indipendenza, vedi Catalogna; allora che senso ha votare?

Le strade finora percorse dall’indipendentismo veneto, quelle delle elezioni istituzionali per guadagnare qualche poltrona, si sono rivelate un vero fallimento e continueranno ad esserlo nel futuro.

Perché nessun indipendentista ha mai considerato la Costituzione italiana, definita dallo storico e filosofo Gaetano Salvemini “… la costituzione più scema che sia mai stata prodotta dai cretini di tutta la storia dell’umanità”, il vero maggior ostacolo per l’indipendenza del Popolo Veneto e che questa rappresenta si, il cardine dello Stato italiano ma può anche trasformarsi nel suo tallone di Achille, perché viola sia  la Carta ONU  che la Carta dei Diritti Umani? vedi https://www.life.it/1/i-diritti-umani-violati-da-mattarella-e-costituzione/#more-9265

Daniele Quaglia

liberamente ispirato a:

Maledetta Costituzione” di Antonino Trunfio ed. Cassandra Books

Manuale per l’indipendenza del Popolo Veneto” di V. e D. Quaglia ed. LIFE

Una risposta a Il voto degli indipendentisti

  • De conto gp scrive:

    La grafica di questo post è troppo miniaturizata è difficile leggere e scrivere appena puoialineati come gli altri. Ciao

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