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Imposte e tasse: pagare o non pagare?

Una percentuale sempre maggiore di aziende, 5 su 8   http://www.lindipendenza.com/cinque-imprese-su-otto-chiedo-prestiti-in-banca-per-pagare-le-tasse/  si rivolge alle banche per reperire i fondi con cui pagare  imposte e tasse alle rispettive scadenze.

Qualche volta, però,  quando le banche negano i finanziamenti, accade che più di qualche azienda si rivolga a canali informali per ottenere liquidità cadendo, spesso, nella rete degli usurai dando così inizio ad un percorso senza ritorno che il più delle volte porta al disastro.

Ma se un’azienda si trova in difficoltà e non ha la liquidità per pagare lo Stato è giusto che debba ulteriormente indebitarsi per rispettare le scadenze fiscali?

No!

E’ estremamente ingiusto e costituisce il primo passo verso il default dell’azienda.

Si può non pagare senza rischiare di perdere tutto?

Certamente! Si può non pagare alla scadenza, senza rischiare di perdere  casa e fabbrica.

Quanto sotto esposto è frutto di uno studio specifico e dell’esperienza di molti associati LIFE che nel  giugno 1998 hanno messo in atto la “rivoluzione fiscale”: ancora oggi  qualcuno di loro continua a pagare le tasse in questo modo perché è conveniente.

Queste sono le fasi da seguire:

1)      Per non incorrere in accuse di evasione fiscale, reato perseguito a termini di codice penale (vedi recenti disavventure giudiziarie di Berlusconi) è necessario che le dichiarazioni dei redditi siano fedeli e veritiere; 

2)      Alla data di scadenza per il pagamento diacconti e saldi fiscali,  potete versare, non il dovuto dichiarato  ma  quanto è nelle vostre disponibilità, anche nulla, evitando di indebitarVi  ulteriormente con la banca;

3)      Il commercialista segnalerà nella dichiarazione quanto parzialmente pagato e segnerà zero se avrete pagato un bel niente;

4)      L’Agenzia delle Entrate, fra 1-2-3-4-.. anni (se questo Stato esisterà ancora) dopo aver incrociato i dati tra la dichiarazione dei redditi e quanto effettivamente pagato, Vi invierà un accertamento relativo alle somme non pagate, con l’invito a pagare il tutto entro 30 giorni  con una sovra tassa secca del 10%, o pagare oltre i 30 giorni con una sovra tassa del 30%. Oltre alla sovra tassa verranno applicati anche gli interessi legali per ogni anno ( 2,5%  è il tasso annuo attuale);

5)      E’ conveniente scegliere l’opzione di pagamento entro i 30 giorni ed avrete pure la possibilità di rateizzare il tutto in 72 rate.

Se il 30 novembre, prossima scadenza fiscale,  non ce la fate proprio a pagare,  fate come sopra e più tardi stabilirete se pagare a rate o in unica soluzione quanto dovuto, maggiorato della sovra tassa secca e degli interessi legali.

Esempio: se l’accertamento arrivasse fra tre anni la somma da pagare sarebbe 10%+2,5%+2,5%+2,5% per un totale di 17,5% pagato.

Ricordate che quella somma sarebbe rimasta nelle vostre disponibilità per tre anni pagando solamente il 17,5% o quantomeno, se l’accertamento arrivasse prima dei tre anni, anche tra un anno,  Vi sarete comunque presi un po’ di respiro nell’assillante turnover delle scadenze negative; consideratelo un finanziamento extra castelletto ottenuto senza fornire ulteriori garanzie, sempre più difficli da acquisire.

Quanto vi sarebbe costata la stessa somma, per lo stesso periodo di tempo, chiedendo un finanziamento alla banca? E se, invece,  la banca avesse negato il finanziamento, cosa avreste fatto?

Conviene ingrassare la banca e depauperare ulteriormente  l’azienda?

Abbandonate il falso pudore che ci  obbliga, 5 su 8 aziende  a cadere sotto gli artigli della banca e sfruttiamo al meglio ciò che le norme poco conosciute e per niente divulgate dai consulenti,  ci consentono di fare;  in un momento tanto difficile per tutti gli imprenditori, facciamolo tutti!  Per sopravvivere!

ATTENZIONE: IVA,  TRATTENUTE FISCALI E CONTRIBUTIVE RELATIVE AI DIPENDENTI, COME SOSTITUTO D’IMPOSTA, NON RIENTRANO IN QUESTA CASISTICA. IL LORO OMESSO VERSAMENTO E’ RITENUTO APPROPRIAZIONE INDEBITA E PERSEGUITO PENALMENTE

Daniele Quaglia presidente LIFE Treviso

8 risposte a Imposte e tasse: pagare o non pagare?

  • ivan scrive:

    IN TE STA MANIERA QUA’ NO GHE DEN A POSSIBIITA’ CHE I PAGHE E TREDICESIME AI STATAI E QUINDI I STA CASA ANCA LORI A NADAL. W L’ INDIPENDENSA.

  • Pingback: 30 novembre, sciopero fiscale? | Life

  • elena scrive:

    Ho un capannone sfitto che non mi dà nessun reddito e devo pagare l’IMU ed inoltre le tasse su un presunto reddito stabilito dalle Agenzia delle Entrate.Ho sentito che c’è un gruppo di imprenditori che ha fatto causa all’Agenzia delle Entrate proprio per questo motivo.Vi chiedo cordialmente di sapermi dire qualcosa perchè mi sono arrivate le cartelle per veniottomila Euro quale acconto Grazie

  • piccoloimprenditore scrive:

    Vero imprenditore è colui che innanzi al far bene il suo mestiere, qualunque esso sia è un bravo contabile.
    Di fatto mai lo Stato chiede di più del dovuto in base a quello che si guadagna. Vero è che il mercato trasformandosi da concorrenziale a competitivo ha messo all’angolo moltissime aziende, ma di fatto se l’azienda non guadagna, in percentuale lo stato chiederà meno in base alle note aliquote IRPEF.
    Mi piacerebbe sapere quanti imprenditori sanno a memoria le aliquote applicate per il pagamento dell’ IRPEF.
    Purtroppo i debiti vanno sempre pagati e non riuscire a pagare il contributo dovuto in base al guadagno significa essere fuori controllo dellla contabilità della propria azienda per motivi che ognuno sa o ignora.
    Pagare più tardi un debito, certo si ha un sollievo che costa il 17% in più e dopo? Rateizzare anno su anno?

    • daniele scrive:

      da questo intervento sembrerebbe che lo Stato sia sempre equo, giusto ed un ottimo esempio di amministratore. Ma così non è perchè ci chiede sempre di più per tentare di pagare un debito che cresce sempre di più verso l’infinito. Il male dei nostri mali è questo Stato che invece di emettere moneta va a prenderla a noleggio dalle banche private pagandone il valore nominale più gli interessi e condannando noi ad un’esistenza corollata di tasse. Uno Stato degno di tale nome non dovrebbe imporre tasse ma semplicemente amministrare la sovranità monetaria.
      Chi non ha ancora capito ciò resterà sempre uno schiavo, indipendentemente dal fatto che sia o meno un bravo amministratore di sè stesso

  • Esiste un modo legittimo di non pagare le tasse. Basta chiudere l’attività e aprirla in Slovenia. Noi possiamo in pochi giorni aprire una società slovena per il cliente con relativo conto corrente, assisterlo nella richiesta di residenza, richiedere per suo conto una linea di credito securitizzata che verrà garantita da una garanzia bancaria riassegnata per un anno e pagata di anno in anno come una assicurazione.
    informazioni:
    info@guglielmorinaldinifinance.com
    http://www.guglielmorinaldinifinance.com

  • Pingback: Da Vicenza: disobbedienza fiscale | Life

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