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IN ITALIA: Chiedere lavoro è diventata una cosa da pazzi?

Capita ad un artigiano, benzinaio, rimasto senza lavoro per la chiusura del distributore da parte della compagnia petrolifera.

Da un anno, Giancarlo Borsoi assieme a moglie e figlia non hanno un’attività lavorativa, non hanno più entrate e non riescono più a far fronte al mutuo da pagare, alle tasse arretrate e a malapena riescono a trovare i soldi per il vivere giornaliero. Oltre a subire una forma di persecuzione  da parte della stessa compagnia petrolifera con assurde  pretese.

Dopo aver manifestato davanti alla Prefettura di Treviso e alla Questura di Conegliano si è rivolto al Sindaco del suo comune (San Venedemiano)  per avere un aiuto: un lavoro che gli consenta il ritorno alla vita.

L’aiuto lo ha avuto, ma in questi termini: Lui e famiglia sono stati “presi in carico” dai servizi sociali del Comune e sono  assistiti dal CSM (Centro per la Salute Mentale)!

Hanno chiesto aiuto al Comune per  trovare un lavoro e non ci è dato sapere il motivo per il quale tutto quello che ha saputo proporre il comune è stata una visita psichiatrica!

E’diventata  veramente una cosa da pazzi chiedere lavoro in Italia?

A questo punto è intervenuto il Sindacato LIFE – Treviso per portare solidarietà a Borsoi e per provare a smuovere, con la capacità contrattuale che il “Marchio LIFE” garantisce,  la posizione alquanto scialba di un’Amministrazione Comunale Leghista che ha perso la spinta del rinnovamento e il nervo della lotta.

“C’è un patto di stabilità che ci lega le mani e siamo impotenti in queste circostanze” questo,  in poche parole il pensiero del Vice Sindaco.

Ma il caso Borsoi è il primo di una lunga lista di casi che da ora in avanti assumeranno una frequenza quotidiana  e se, non tutti gli sventurati sceglieranno il suicidio ponendo tragicamente fine alle loro difficoltà, il problema  investirà i Comuni impreparati come un’onda distruttrice.

Sarà un’emergenza territoriale che lo Stato non prenderà minimamente in considerazione  così com’è preso dal  debito vecchio che diventa sempre più grande  e lascerà ben volentieri  l’onere della nuova grana  agli  squattrinati  Comuni.

Allora, quelle istituzioni che al verificarsi di un suicidio da parte di un imprenditore sono pronte a tendere un postumo aiuto di comodo  con dichiarazioni del tipo “Se lo avessimo saputo avremmo potuto aiutarlo”…….. nel caso del sig. Borsoi  premettono che il patto di stabilità nega loro qualsiasi possibilità di intervento.

Il Sig. Borsoi non si è chiuso in se stesso in un confronto impari e che sarebbe stato vinto  dalle sue preoccupazioni, ha invece avuto il coraggio di rendere pubbliche le sue difficoltà chiedendo aiuto alle Istituzioni e per ultimo a quella  più vicina al cittadino: il Sindaco.

Il Sindaco di San Vendemiano ha il dovere di aiutarlo, non può nascondersi dietro il dito del patto di stabilità o rischia di avere sulla coscienza il n.19  del triste elenco di imprenditori veneti suicidi.

E LIFE vigilerà.

Daniele Quaglia

San Vendemiano, 28.08.2012 Stiamo arrivando

 

attorno al cannone (in legno) puntato sul Municipio

la postazione di protesta “Borsoi”

Giancarlo Borsoi

toni sanson

bernardo vidori e adriano zambon

in gruppo

daniele quaglia

conferenza stampa

verso il municipio

in municipio

a colloquio col vice sindaco

cordiali saluti ma ritorneremo

 

2 risposte a IN ITALIA: Chiedere lavoro è diventata una cosa da pazzi?

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