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Indipendenza e poltrone

La poltrona non è mai stata il mezzo scatenante le rivoluzioni ma è sempre stata l’apoteosi finale di tutti i rivoluzionari.

C’è chi ancora pensa di rendere il Popolo Veneto indipendente guadagnando qualche poltrona politica, sostenendo che da lì si accede più facilmente a finanziamenti, indispensabili per far propaganda e da lì si apre la via alle leve del potere.

Come non bastasse l’esempio della Lega Nord che nel 1994 raggiunse il massimo storico di poltrone in Parlamento e che negli anni a seguire non ha mai portato il minimo cambiamento in senso di autonomia/secessione/indipendenza.

Chi da una vita si espone per l’indipendenza del Popolo Veneto ha sacrificato il suo tempo compromettendo affetti familiari e attività economiche col rischio di perdere tutto.

Umanamente parlando, sembra legittima l’aspirazione ad una carica ben retribuita, come ricompensa a chi ha dato tanto negli anni, a risarcimento morale dell’impegno abbondantemente profuso.

Politicamente, occupando 1-10-100-200 poltrone dentro un sistema auto referenziale come quello dello Stato italiano, non apporta alcun beneficio alla causa indipendentista, se non quello economico degli eletti che si ergeranno a casta conservatrice (vedi Lega Nord e Movimento 5Stelle)

E’ sufficiente questa breve riflessione per capire che la via per l’indipendenza del Popolo Veneto non coincide con quella delle poltrone che lo Stato Italia elargisce?

Le poltrone che questo offre non sono un’opportunità ma rappresentano una catena da cui gli eletti non si libereranno mai e una condanna per gli indipendentisti, la maggioranza, ancora una volta traditi.

Rassegnatevi, voi che nella poltrona vedete un mezzo per l’indipendenza.

Ficcatevelo bene in testa: l’indipendenza del Popolo Veneto è antitetica alla poltrona italiana.

Daniele Quaglia

Una risposta a Indipendenza e poltrone

  • Gianpy scrive:

    L’aspirazione alla poltrona ossia (a un maggior benessere individuale) ė l’espressione più naturale di ogni essere umano avere sempre di piú, ansiosamente….ciò rispecchia inversamente la paura e ľinsicurezza di possedere sempre di meno……questo e l’uomo…
    Solo la fede é qualcosa di diverso ma in questo caso bisognerebbe aver perso ogni speranza materiale e spirituale solo allora ci puó essere una nuova rinascita….ciò riusci solo a Gesu…..e un po al Sionismo….

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