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Indipendenza: il Kosovo

Per la nostra indipendenza, prendiamo spunto dai Popoli che si sono liberati.

Il Kosovo il più controverso esempio di autodeterminazione.

Nell’ambito della Repubblica jugoslava il Kosovo era una delle due Province autonome della Serbia assieme alla Voivodina; la sua popolazione era e resta, al 90%, di etnia albanese.

Le Province autonome non godevano del diritto di scioglimento della Federazione jugoslava (autodeterminazione esterna) di cui godevano le 6 repubbliche federate ma semplicemente di una forma di autonomia, in gergo giuridico autodeterminazione interna.

Nel 1989, all’insorgere delle prime contestazioni in seno alla Repubblica jugoslava, la Serbia tramite una modifica della sua Costituzione, sottrae lo status di Provincia autonoma al Kosovo trasferendo a sé tutte le competenze.

Il 2 luglio 1990, l’Assemblea Provinciale kosovara proclama il Kosovo Repubblica indipendente; la Serbia risponde con lo scioglimento dell’Assemblea stessa.

7 settembre 1990, si ricostituisce l’Assemblea kosovara che approva una nuova Costituzione dichiarando il Kosovo Repubblica indipendente e sovrana.

29 febbraio 1992 l’Assemblea kosovara organizza un referendum sull’indipendenza che vedrà l’affluenza del 63,4% dei kosovari di cui il 99,7% favorevoli all’indipendenza.

Unico Stato a riconoscere ufficialmente i risultati: l’Albania.

Da agosto 1993, ONU e molti Stati auspicavano una soluzione della crisi senza modifica ai confini internazionalmente riconosciuti quindi all’interno della Repubblica di Serbia.

Nel 1998 a causa di incursioni dell’esercito serbo in territorio kosovaro per contrastare le azioni terroristiche dell’UCK – Esercito di Liberazione del Kosovo, ONU e OCSE condannano le azioni decretando l’embargo sulle armi nei confronti della Serbia e dell’UCK; da qui nasce l’idea di una soluzione politica concedendo più autonomia al Kosovo in cambio dell’integrità dei confini della Serbia.

Le trattative per arrivare ad una soluzione pacifica si interruppero quando la Serbia si oppose, in qualità della sua sovranità territoriale, ad accettare truppe NATO sul suo territorio.

Questo rifiuto costituì il casus belli per dare inizio ai bombardamenti NATO sulla Serbia dal 24 marzo al 10 giugno 1999 data in cui per la prima volta, in documenti ufficiali, abitanti e comunità etnica del Kosovo viene definita “popolo” con i conseguenti diritti che tale definizione comporta e, bensì nei documenti ufficiali si continuasse a considerare la questione interna alla Serbia, nei fatti la comunità internazionale agiva in previsione di una separazione che ebbe completezza il 17 febbraio 2008 con la proclamazione unilaterale di indipendenza del Kosovo.

Il 15 giugno 2008 entra in vigore la nuova Costituzione.

Salvo Spagna, Slovacchia, Cipro, Romania e Grecia che per evitare pericolosi precedenti visto che al loro interno continuano ad avere situazioni simili a quella kosovara, tutti gli altri Paesi europei riconoscono il Kosovo come nuovo Stato (l’Italia lo ha fatto il 21 febbraio 2008 riconoscendo al Kosovo il diritto di autodeterminazione che però nega nella sua Costituzione).

Il Kosovo, però non è stato ammesso all’ONU per il veto della Russia.

Aiutati che Dio t’aiuta, ma se i Veneti si limitano a contare i giorni che si susseguono dal referendum sull’autonomia nella speranza che lo Stato italiano faccia concessioni … non si stanno aiutando e il buon Dio ha bel altro a cui pensare.

Daniele Quaglia

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