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INPS e INAIL

L’uno è in cronica perdita e ha bisogno dello Stato, l’altro fa utili e acquista immobili

Entrambi gli Enti appartengono alla gestione pubblica per via dell’elevato valore sociale che lo Stato ne attribuisce ma la conduzione economica, sempre a cura della PA, porta a risultati opposti: mentre l’INPS è perennemente in passivo e ogni anno abbisogna di interventi pubblici in suo sostegno, l’INAIL, godendo di

plusvalenze, può permettersi l‘acquisto di immobili su disposizioni di legge, per garantire le riserve tecniche necessarie alla copertura degli oneri futuri (il pagamento delle rendite). https://www.inail.it/cs/internet/istituto/amministrazione-trasparente/beni-immobili-e-gestione-patrimonio.html

Proprio in questi giorni, secondo MF (Milano Finanza) l’INAIL starebbe investendo 600 milioni di cassa per l’acquisto di immobili privati, occupati con contratto di locazione dalla PA.

Conoscendo i costi sia dei contributi INPS che di quelli INAIL perché gravitano sui bilanci delle imprese c’è da chiedersi, come già nel passato, quando LIFE ha portato la questione nelle aule dei tribunali, se la gestione dei due enti che per di più agiscono in sistema monopolistico, possa essere assegnata a società private.

Da una parte abbiamo l’INPS massima espressione di assistenzialismo che, rimanendo tale e quale, trasformerà il debito pubblico in un buco nero in grado di inghiottire letteralmente lo Stato italiano; dall’altra parte c’è l’INAIL in grado di macinare utili da accantonare o capitalizzare per onorare oneri futuri con una gestione comunque monopolistica ma di ispirazione imprenditoriale.

In ogni caso la gestione pubblica dei due Enti risulta nettamente fallimentare nel primo caso e forzatamente positiva nell’altro; in entrambe i casi con rilevanti costi.

Anche considerando che la funzione di uno Stato è il benessere della comunità, questo non può avere la pretesa di fare tutto in prima persona, compresa la gestione di aziende, quando i privati dimostrano, da sempre, di saper fare azienda molto meglio dello Stato.

Se affidassimo ai privati la gestione dei capitali oggi gestiti da INPS ed INAIL, lo farebbero certamente meglio di questi enti, a costi più contenuti e con risultati economici più favorevole ai cittadini a condizione di un costante controllo di organi tecnici delegati dallo Stato.

Si arriverà mai a tanto con governi arlecchino quasi mai indicati dal popolo e, per di più, in un Paese nato strano?

Daniele Quaglia

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