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INPS, la miccia della rivoluzione

2.818.300 è il numero delle pensioni statali pagate dall’INPS con i contributi versati dai lavoratori del privato.

425.000 di queste, sono baby pensioni acquisite con 14 anni, 6 mesi ed 1 giorno di lavoro (donne sposate), 20 anni gli uomini, 25 quelli degli enti locali.

1.500 €/mese è la pensione media percepita dai baby pensionati da oltre 40 anni.

1772 €/mese è la pensione media degli statali.

1.026 €/mese è, invece, la pensione media dei privati.

2.200 €/mese è la pensione media dei pensionati maschi statali.

2.600.000 sono le pensioni inferiori ai 500 €/mese, ma nessun Statale è in questo elenco.

Nel 2012 l’INPDAP ente di previdenza per gli statali è confluito nell’INPS, ente per i privati, portando con sé un debito immane.

65.000.000.000 di €/anno è la spesa pensionistica per gli statali pagata dall’INPS con i soldi dei lavoratori del privato.

9.000.000.000 di € è il buco annuo provocato dalle pensioni statali all’INPS.

Lo Stato non ha mai versato i contributi per i suoi dipendenti (contributi figurativi!) accumulando deficit mentre la loro pensione è garantita, a debito dei privati.

La gestione pensionistica privata è pressoché in pareggio ma il lavoratore privato a cui non fossero stati pagati i contributi non ha diritto alla pensione.

Per non parlare del futuro che spetta alle nuove generazioni.

E’ solo questione di tempo ……….. !!!!

Daniele Quaglia

per approfondire l’argomento    http://www.maurizioblondet.it/perche-boeri-nasconde-le-pensioni-pubbliche/

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