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INPS, omessi versamenti e Ministero dell’Idiozia

L’idiozia ha  sede istituzionale in Italia

Il Decreto Legislativo n.8 del 15 gennaio 2016 entrato in vigore il 6 febbraio 2016 come decreto attuativo della Legge n.67 del 28/04/2014 depenna parzialmente il reato di omesso versamento dei contributi INPS relativi ai dipendenti.

Prima di questo decreto, qualsiasi omissione veniva punita con la carcerazione fino a tre anni e con una multa fino a 1032 €. Ora se i versamenti non effettuati risultano inferiori a 10.000 €/anno è prevista la “sola” sanzione amministrativa che va da un minimo di 10.000 € ad un massimo di 50.000 €; superando la quota di 10.000 € non versati nell’arco dell’anno è riconfermata la carcerazione fino a tre anni e la multa di 1032 €.

L’idea della depenalizzazione è senz’altro buona ma è vanificata dal peso insostenibile della sanzione prevista che denota per l’ennesima volta la lontananza siderale tra il mondo della politica e il mondo reale.

L’imprenditore che omette il versamento dei contributi INPS lo fa per evidente crisi di liquidità e, per non bloccare l’attività dell’azienda, unica speranza di sopravvivenza per lui, i suoi dipendenti ed i suoi fornitori, dà priorità a paghe e al pagamento delle materie prime.

Anche i giudici, in considerazione della infinita e tremenda crisi economica, sempre più spesso assolvono imprenditori che, pur di non lasciare i dipendenti senza paga preferiscono omettere il pagamento di IVA e altre tasse.

Ma i politici che formano ed emanano le leggi vivono nel loro mondo di privilegi, di immotivati lauti stipendi che spesso, se si presenta l’occasione, alcuni (?) di loro non disdegnano “arrotondare” con mazzette in cambio di favori ….. non arrivano ad ipotizzare che gli imprenditori in affanno economico generalizzato hanno bisogno di leggi speciali di sostegno che prevedano sgravi fiscali e facilitazioni al credito, come nel dopo guerra.

E’ mai possibile affibbiare una multa fino a 50.000 € ad uno che non è riuscito a pagarne 10.000?

Chi riuscirà mai a spiegarlo a questi che si tratta di una soluzione impossibile? Di una idiozia?

Chi sarà quel pirla di imprenditore che resterà sotto quota 10.000€/anno rischiandone 50.000 di multa piuttosto che sforare molto di più pagando una sanzione di 1.032 € e confidare nella benevola contingente magnanimità dei giudici per mitigare la carcerazione?

A Roma l’idiozia ha una sede istituzionale ma manca ancora di un adeguato riconoscimento che potrebbe finalmente realizzarsi nell’istituzione di un ministero ad hoc: il Ministero dell’Idiozia.

C’è da scommettere che sarà una delle poltrone più contese!

Daniele Quaglia

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