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Italia, inferno e paradiso fiscale

Voi che vi dannate l’anima a lavorare senza sosta e che a fine di ogni anno vedete gran parte dei vostri presunti guadagni trasformarsi in tasse pagate e da pagare; voi che non vi arrendete e che vi impegnate ancor di più per invertire la tendenza per l’anno prossimo nel quale magari vi attendono accertamenti fiscali induttivi mai lontanamente immaginati; voi che vivete in questo girone infernale delle tasse … dovete sapere che qui, dove l’esistenza è quasi impossibile, qualche altro ha trovato il paradiso fiscale.

Si, perché anche l’Italia, nel suo piccolo, attrae investimenti esteri per il 19% del suo PIL e lo fa, come tutti gli altri Paesi europei, con accordi fiscali segreti detti tax ruling tra lo Stato e le multinazionali per concordare preventivamente tasse minime, spesso inferiori all’1% degli utili dichiarati, perché altrimenti queste multinazionali sceglierebbero lidi alternativi.

Alla faccia dell’art. 53 della Costituzione italiana “ “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Ma l’Italia è la cenerentola in Europa perché fanno la parte del leone il Lussemburgo dell’ipocrita Juncker che col tax ruling attira capitali esteri equivalenti a 5766 volte il suo PIL, l’Olanda per un valore di sei volte il suo PIL, il Belgio, l’Irlanda, l’Ungheria, Cipro, Malta e via via decrescendo tutti gli altri.

Tutti a stendere tappeti rossi alle multinazionali che hanno solo l’imbarazzo della scelta e all’Italia, costretta a rincorrere gli altri, non rimangono che le briciole; mentre gli altri Stati quasi ci vivono con queste entrate, per l’Italia, vista la pesante situazione economica, creano mancati introiti.

Ma non è un problema perché in Italia ci sono circa 5 milioni di partite IVA con 14,5 milioni di addetti che accettano senza battere ciglio, qualsiasi imposizione fiscale.

Così, datori di lavoro e lavoratori dipendenti tengono in piedi uno Stato illegale che viola costantemente la sua stessa Costituzione ed accetta in modo passivo che in un’Europa da tutti proclamata Comunità, possano esistere e proliferare situazioni di sleale concorrenza fiscale.

Ma vi siete chiesti di chi è la colpa di tutto ciò?

Daniele Quaglia

liberamente tratto da https://www.ilsole24ore.com/art/europa-bivio-via-paradisi-fiscali-interni-o-rischio-implosione-AC4ckCW

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giacomo tonon
giacomo tonon
1 anno fa

E….. Questo sara’ gnent in confronto a quel che’ n’e’ speta in futuro!
Varde’ che’ governo ie’ drio far!!!!!!
Comunque al Vaticano l’e’ un dei tantiiiii !!!!

trackback

[…] Vale a dire che quel 59% attribuito all’Italia quale pressione fiscale è frutto della media tra le aziende che pagano tutto e quelle che, multinazionali in genere, favorite da accordi segreti con lo Stato, pagano quasi niente, anche meno dell’ 1% sugli utili dichiarati. Vedere https://www.life.it/1/italia-inferno-e-paradiso-fiscale/ […]