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La bandiera di San Marco fa paura?

Claudio Delle Pasqualine è un simpatizzante LIFE, volontario dei GIR (Gruppi di Intervento Rapido) sempre disponibile a dare una mano. Da tempo ha aperto un contenzioso con l’amministrazione di Cison di Valmarino che, a suo dire, non si opera a sufficienza per dare un supporto a chi non trova un lavoro:  in tal senso la politica del Comune non sembra tanto diversa da quella di Roma che ben poco fa per risolvere il problema della disoccupazione.

Allora, la vendetta di Claudio è stata quella di esternare il suo stato d’animo issando le Bandiere della Serenissima Repubblica  ed esponendo un cartello “Vergogna”, non in un luogo pubblico dove la vendetta avrebbe avuto tempo limitato, ma in due prati di sua proprietà garantendo continuità temporale alla sua pubblica denuncia.

Bandiere che sventolano giorno e notte, libere, vogliono indicare la soluzione dei problemi del Popolo Veneto: andiamocene, indipendenza! Questo da fastidio a tutti coloro che, di animo sinistrorso, vorrebbero imporre la loro volontà oltre che nei luoghi pubblici anche a casa degli altri e si rodono l’anima alla ricerca di una ripicca esemplare anche ricorrendo all’aiuto del Prefetto.

Claudio ha tutta la nostra solidarietà che, da  ferventi sostenitori nella sacralità della proprietà privata, nel rispetto verso gli altri e delle altrui cose,  ma soprattutto delle idee politiche democraticamente espresse, presto avremo l’opportunità di manifestargli direttamente.

Daniele Quaglia

Claudio Cison

La Tribuna di Treviso di oggi 11 nov. 2016

 

 

 

 

2 risposte a La bandiera di San Marco fa paura?

  • piersincero scrive:

    La sindaca di Cison, Cristina Pin, dopo aver invano tentato in tutti i modi possibili (vigili, Veneto Strade,Provincia, Soprintendenza Beni Paesaggistici) per far togliere i sacri vessilli della Veneta Serenissima Repubblica, non trovando alcun cavillo legale ha pensato bene di rivolgersi al prefetto.Non per dare un lavoro a chi non ce l’ha (Articolo 1 della Costituzione italiana. « L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.) ma per togliere anche il simbolo della nostra libertà!
    La figura del prefetto venne introdotta in Italia da Napoleone (incipit di tutte le disgrazie sopportate dalle Venethie), quale sistema efficacissimo di portare il potere centrale direttamente nel cuore delle periferie.
    Già Luigi Einaudi, in un articolo dal titolo Via il Prefetto!, pubblicato nel 1944 sotto lo pseudonimo di Junius, analizzando la realtà accentratrice dello Stato italiano, modellato su quello francese, aveva proposto l’abolizione dei prefetti (nominati direttamente dal Ministero degli interni – Alfano)
    Cogliamo quindi l’occasione per ribadire la proposta di abolire il prefetto, da noi non eletto, con l’augurio che, anche la sindaca, non venga più eletta.
    La sindaca si è lasciata scappare un “non mi piacciono”, riferendosi alle bandiere che sventolano. Sono sventole sulla faccia di chi non le ama!
    Bravo Claudio che col Tuo gesto hai risvegliato la potenza di San Marco! Un gesto che più di ogni altro sà parlare a tutti i sensi. Non solo alla vista. Il garrire del simbolo marciano è la descrizione uditiva e potente di un suono magnifico che abbiamo tutti nel cuore. Da usare, anche figurativamente, magari: perché perfino l’orgoglio può garrire, anzi ruggire, quando viene ferito!
    La terra dei nostri padri, la nostra Patria, la Veneta Serenissima Repubblica è con Te!
    TI CON NU, NU CON TI
    W.S.M.

  • aldo scrive:

    Claudio,sono con te!. Un abbraccio fraterno. W. S. M!!

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