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La corruzione non va in quarantena

Mentre tutto rallenta la corruzione si impenna.

In questi ultimi 15 giorni di allarme per il coronavirus e di quarantene imposte o volontarie, sembra che la corruzione ne sia stata contagiata e abbia assunto maggiore velocità di propagazione che, per restare in tema, sia diventata più virulenta.

Cominciamo in ordine cronologico.

20 febbraio retata all’Arsenale di Taranto dove gli appalti erano pilotati. Arrestati: il contrammiraglio Cristiano Nervi che risponde di turbativa d’asta in concorso con alcuni imprenditori; Antonio Di Molfetta, ufficiale addetto all’ufficio Servizio Efficienza Navi della Stazione Navale di Taranto, a cui vengono contestate cinque ipotesi di corruzione aggravata, in quanto avrebbe assicurato ad alcuni imprenditori l’affidamento di appalti di servizi ricevendo in cambio utilità; Abele D’Onofrio, (impiegato civile) assistente amministrativo presso l’Arsenale militare che risponde di corruzione, e Federico Porraro, impiegato civile funzionario amministrativo responsabile della custodia di due magazzini della Direzione di Commissariato della Marina militare di Taranto (accusato di un episodio di corruzione) Notizia dell’ultima ora: per i fatti di cui sopra è indagato anche Matteo Bisceglia, l’ammiraglio ispettore capo che fino al 18 settembre 2019 era al vertice della Direzione degli Armamenti Navali di Roma. (1)

3 marzo a Messina in un’indagine per mazzette su appalti del genio civile sono stati arrestati un funzionario del Genio civile di Trapani e un funzionario del Genio civile di Messina entrambi per corruzione e un autista in servizio alla Direzione distrettuale antimafia di Messina accusato di aver passato notizie sullo stato di indagini in corso, ma anche di aver passato informazioni sullo spostamento di un magistrato. (2)

4 marzo a Palermo in un’indagine su finanziamenti pubblici con fondi europei provenienti dal piano di sviluppo rurale 2014-2020 vengono arrestati Antonio d’Amico, capo dell’ispettorato agricolo, perché sarebbe intervenuto presso i membri delle commissioni di controllo per pilotare il finanziamento in favore di un professionista e imprenditore in cambio della promessa di un suo inserimento in politica come capo di gabinetto all’assessorato all’Agricoltura; Filippo Cangelosi, funzionario istruttore dello stesso Ente accusato di rivelazione di segreti d’ufficio, falso ideologico/materiale in atto pubblico, soppressione occultamento e distruzione di atto pubblico; Giuseppe Tavarella funzionario, in concorso con Cangelosi e Vincenzo Geluso dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato Ragionale all’Agricoltura. Il tutto per un giro di finanziamenti di oltre 10 milioni di € (3)

Sembra proprio che in questo infelice Paese per poter lavorare con la PA sia più importante la conoscenza interessata che la competenza declarata ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Daniele Quaglia

fonti:

(1) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/04/palermo-maxitruffa-allue-sui-fondi-agricoli-in-manette-anche-funzionari-della-regione-sicilia/5724885/

(2) https://www.affaritaliani.it/cronache/mazzette-su-appalti-del-genio-civile-11-arresti-in-manette-anche-una-talpa-655965.html

(3) https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1206628/taranto-marina-militare-tangenti-per-appalti-12-persone-arrestate.html

(3) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/03/taranto-appalti-pilotati-nellarsenale-indagato-anche-lammiraglio-bisceglia-ex-capo-della-direzione-degli-armamenti-navali/5723391/

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