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Fare e disfare: la repubblica di Penelope

Fare e disfare, quale sarà il fine ultimo di tutti i Governi che alternativamente fanno e disfano?

Il sistema di governo di questo Paese dovrebbe essere preso quale esempio di tutte le cose da non fare per amministrare bene uno Stato.

Oltre all’instabilità politica dovuta all’eccessivo numero di governi succedutisi nella breve storia di questa repubblica, 68 governi in 70 anni, questi sono fonte di instabilità economica perché concentrano le loro forze per cambiare le disposizioni approvate poco prima, dal governo precedente.

Così la storia del Paese si può sintetizzare in quella di un Paese che non progredisce per il continuo fare e disfare dei suoi governanti

che sembrano tutti figli di Penelope, moglie di Ulisse, che aveva condizionato il suo matrimonio con uno degli eventuali tanti pretendenti, i Proci, alla tessitura del telo funebre destinato al suocero Laerte, padre di Ulisse; ma mentre di giorno Penelope tesseva la tela, di notte disfaceva quanto eseguito durante il giorno procrastinando all’infinito il giorno delle nozze.

Come il telo di Penelope, il regime forfettario che molti “apprendisti imprenditori” e imprenditori marginali hanno scelto per operare non in nero, allettati dalle favorevoli condizioni che il governo precedente aveva disposto, vale a dire: soglia dei ricavi a 65.000 euro, aliquota sostitutiva del 15%, esenzione IVA, esenzione fattura elettronica, abbattimento vincoli sui beni strumentali, sui compensi ai collaboratori e sul reddito del titolare; sta per essere smantellato dal  governo rimpastato.

Chi ha avuto l’ardire di accendere una partita IVA invogliato da questi incentivi, a breve potrebbe trovarsi nelle condizioni di valutare se continuare o cessare perché la nuova finanziaria, tutt’ora in discussione, prevede la restrizione di parte delle concessioni da poco entrate in vigore.

Fare e disfare, come un moto perpetuo, rende impossibile la realizzazione di qualunque piano; per Penelope, fedele sposa di Ulisse, il fare e disfare la tela è servito a rinviare all’infinito il giorno del matrimonio con uno dei pretendenti; a chi giova disfare continuamente i provvedimenti presi dal precedente governo italico?

Chi è la Penelope interessata a tenere imbrigliato un intero Stato?

Probabilmente non si troveranno risposte ma solo ipotesi, la più credibile delle quali è che l’Italia, nata al di fuori di un processo di aggregazione naturale, ha continuato a mantenere e coltivare le sue diversità politiche, antropologiche ed economiche.

Non esistendo un popolo italiano, non esistendo una nazione italiana nello Stato Italia, continuano ad esistere più popoli e più nazioni, quelli pre unitari mai legati da un’identità comune, che sfogano la loro malcelata vendetta quando i loro rappresentanti nazionali si alternano al governo centrale.

Daniele Quaglia

vedi anche https://www.ilsole24ore.com/art/partite-iva-corsa-flat-tax-ma-la-stretta-arrivo-e-rischio-flop-AC3ngFy?cmpid=nl_lifestyle

2 risposte a Fare e disfare: la repubblica di Penelope

  • FIL DE FER scrive:

    ‘ vero e concordo con Quaglia sulla sua analisi, ma finalmente è nato ” IL PARTITO DEI VENETI” che raggruppa 10 movimenti indipendentisti Veneti. Adesso a livello regionale tutti hanno la possibilità di portare in Regione il maggior numero di persone che essendo completamente svincolate da qualsiasi partito nazionale potrà agire in piena libertà e portare avanti il nostro sogno e condizionare qualsiasi politica regionale. BASTA LEGA se non a livello nazionale come centro destra. ZAIA se ne dovrà fare una ragione. Non basta governare bene, bisogna non essere condizionato da salvini, quindi da roma. WSM

    • daniele scrive:

      Ti sei mai domandato perché i Catalani, nonostante tutto quello che fanno, non riescono a liberarsi?
      Fare un partito dei Veneti al massimo porterà alla stessa situazione catalana e niente di più. Solo il versamento di sangue potrebbe cambiare le cose ma se non si è disposti a versare il proprio sangue per la Patria non resta che cambiare strategia

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