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La rivolta del Cittadino Roberto Porcù

Era l’11 agosto 1950 quando don Luigi Sturzo scriveva su 24 ore:

“Corre voce che si vorrebbe stabilire un primo fondo per una cassa pensioni a favore dei deputati che avranno raggiunto un certo limite di età e di anzianità parlamentare (…) A me sembra aberrante fare del mandato elettorale, si e no rinnovabile ogni cinque anni, qualche cosa che confini con la carriera impiegatizia, ovvero il mandarinato, e sbocchi, infine, ad uno stato di quiescenza a carico del pubblico erario.” Ognuno si tenga la pensione sua, spiega don Sturzo: se è impiegato da impiegato, se operaio da operaio, se avvocato da avvocato. Infatti “una cassa pensioni deputatizia non solo è superflua, ma ha un effetto deplorevole sulla opinione pubblica, dando l’impressione di voler creare o consolidare una casta, la parlamentare. Più si consolida la professione parlamentare e più si forma lo spirito di corpo, la CASTA, e più si rende difficile l’avvicendamento, sul quale è basata una sana democrazia.

Già, ma don Sturzo non “teneva famiglia”, tutti gli altri si, e come sia andata, lo sappiamo bene.

Se prima non lo avevano capito, in quell’occasione i politici si resero conto che gli italiani si potevano gabellare dando loro da bere ogni cosa, unico accorgimento era che tra loro dovesse esserci tacito accordo affinché alcuno non svegliasse i dormienti.

Si trattava di spartirsi ogni ideologia in modo che qualunque opinione uno avesse, ci fosse un partito ad indirizzarlo.

Di fronte ai Cittadini i “rappresentanti” (perché questo sono, non padroni) davano ad intendere di farsi la guerra sulle questioni di maggior visibilità, per poi tranquillamente cenare insieme a spese dei contribuenti.

E senza che alcuno se ne rendesse conto, fu CASTA.

Poi, giacché l’appetito viene mangiando, essa si tramutò nella attuale ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI STAMPO POLITICO-BUROCRATICO che ha oggi in mano l’Italia. L’associazione mafiosa manda i picciotti ad incassare ed a punire chi trasgredisce, l’associazione politico-burocratico per la riscossione incarica Equitalia e lascia che poi la gente si suicidi autonomamente.

Dalla prima repubblica alla seconda non è cambiato alcunché ed ora ci tocca la manfrina per un altro sistema elettorale ed un senato che i Cittadini non dovranno più disturbarsi a votare, ma che ci sarà ugualmente e costerà sicuramente non meno di prima, tutti maldestri cambiamenti per gabellare i Cittadini.

Quando nel Gattopardo il conte Di Salina vanta la fedeltà della sua famiglia ai Borbone e rimprovera aspramente il nipote che simpatizza per Garibaldi, costui risponde “ma non capisci zio, che tutto deve cambiare perché nulla cambi”.

Ed un altro cambiamento sia, giacché l’associazione a delinquere di stampo politico burocratico ha in mano tutti gli organi di comunicazione, è convinta di potere ogni cosa e sbandiera riforme che sa ben essere parole vuote.

Ricordo un giudice che venne sorpreso dalla polizia con un minorenne nella toilette di un cinema, fu condannato, ma poi, quando le acque si chetarono, si disse che era per una botta in testa che aveva avuto la disgrazia di ricevere, fu reintegrato nelle sue mansioni ed ottenne la restituzione della mancata retribuzione. E io mi chiesi perché l’avvocato di Vallanzasca non avesse mai accampato per l’assoluzione del cliente il fatto che il Bel René fosse caduto dal letto in tenera età. Per via di questa reintegrazione e conseguente rimborso, la retribuzione di tutti i deputati e senatori che è ancorata a quella dei magistrati, per un meccanismo perverso aumentò anch’essa.

Diversi politici affermarono allora che per quel motivo un aumento era ingiustificato, ma poi tutti lo incassarono.

Quando in una qualsiasi azienda un dipendente non è corretto, esso viene allontanato, ma non così nella pubblica amministrazione dove il personale può marcare il tesserino ed andarsene poi impunemente per i fatti suoi, certo della protezione dei superiori dei quali ben conosce le pecche. Tutt’al più esso viene sospeso, fino al chetarsi delle acque, per rientrare poi in servizio con la retribuzione che nel frattempo non ha avuto modo di percepire. A Venezia, mi pare Striscia la Notizia, ebbe modo di filmare due dipendenti dell’azienda di trasporti i quali facevano la cresta facendo pagare i biglietti ai turisti molto più del dovuto, ma essi furono assolti “perché non è

possibile punire solo alcuni per un comportamento che è comune anche agli altri bigliettai”. Se ne deduce che se tutti evitassimo di pagare le tasse, non saremmo punibili.

Dall’Italia fuggono le aziende produttrici di ricchezza ed i giovani con la volontà e la capacità di fare, mentre entrano i derelitti di tutto il mondo e la somma algebrica della ricchezza nazionale non può che essere sempre più negativa.

Le banche, tutte legate a doppio filo alla politica, finanziano il debito pubblico e non hanno disponibilità per le imprese produttrici di vera ricchezza. Così le imprese ancora sul suolo italiano chiudono e la disoccupazione aumenta.

Anno dopo anno, aumentano le tasse ed anche il debito pubblico, ma c’è sempre qualche solone governativo che segnala luce in fondo al tunnel, vede segnali di ripresa, … pur di tirar a campare e rastrellare ancora ricchezza prodotta da altri.

L’Urss era famosa per i suoi piani quinquennali, in base ai quali nel primo anno ci sarebbero stati sudore e cipolle per tutti, poi al secondo i russi sarebbero stati un po’ meglio, al terzo ancor di più ed al quinto tutti più benestanti degli odiati americani.

Peccato che ogni anno qualcosa andasse storto e la gente se la passasse sempre peggio, tranne ovviamente i componenti della nomenklatura.

E nella situazione di crisi italiana, la nomenklatura nostrana se la passa sempre meglio.

Ogni essere vivente, animale o vegetale che sia, può sopportare un certo numero di parassiti, ma quando questi sono troppi, l’essere muore e l’Italia è oggi uno zombi, un morto vivente che si gloria del passato continuando a mantenere una pletora di mandarini ed una reggia del Quirinale più costosa di quella della regina di Inghilterra.

Sempre per l’appetito che viene mangiando, l’Italia è al 67° posto mondiale al riguardo della corruzione, al 1° posto in testa agli onesti c’è la Danimarca seguita dalla Nuova Zelanda ed ultima al 91° posto c’è Gibuti. L’Italia è piena di opere incomplete, molte inutili, presumibilmente volute da una amministrazione che al tempo percepì la tangente dal costruttore, poi al momento di pagare l’amministrazione era un’altra che chiedeva una seconda tangente e così, allungando i lavori, tangente su tangente, a farci caso, le opere incomplete sono quasi tutte fatte da imprese arrivate al fallimento.

Per i furti non esiste la prescrizione, tranne che per quelli ad opera di politici, giacché la legge è sì uguale per tutti, ma per loro è più uguale che per gli altri.

L’associazione a delinquere di stampo politico burocratico ha ormai ridotto l’Italia ad uno straccio, ed è necessario il ridimensionamento degli occupati nella Res Publica (cosa loro) per quelle incombenze che realmente servono ed è indispensabile l’azzeramento dei benefit, dei vitalizi e di quant’altro, legali, ma fraudolentemente legiferati, con il recupero di quanto già percepito, presso gli interessati od i loro eredi.

Questi loro diritti acquisiti a spese dei Cittadini valgono quanto il diritto divino che giustificava il potere assoluto di un re e della nobiltà al suo seguito. Valgono sino a che i Cittadini al loro dovere acquisito dicono BASTA!

Se condividi quanto affermo, fai girare questo messaggio quanto ti è possibile ed attacca uno straccio al paraurti della tua auto o fa che sporga dal bagagliaio senza nascondere la targa.

Come Cittadini disorganizzati non possiamo per ora fare granché, ma facendo vedere gli stracci ai quali ci hanno ridotti, almeno contiamoci e prendiamo le distanze da questi malfattori in giacca e cravatta.

Roberto Porcù

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