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La tratta degli schiavi

Il debito pubblico italiano pagato con la tratta dei Veneti?

Quanti di voi presterebbero il loro denaro ad un amico  a cui già ne  avevate prestato ma che non riesce da anni a restituirvelo?

Probabilmente nessuno!

E’ quello che sta succedendo all’Italia con i suoi BOT.

Come si sa, i BOT equivalgono a cambiali che lo stato italiano rilascia come pegno di pagamento contro il prestito di denaro.

Chi acquista BOT in realtà presta dei soldi allo stato italiano e dovrebbero essere restituiti, sotto forma di pagamento dei BOT, alla scadenza  prestabilita.

Lo Stato italiano non è mai riuscito a pagare i titoli scaduti se non con emissione di ulteriori nuovi titoli, quindi pagando i debiti vecchi con debiti nuovi; per il 27 settembre 2011  è prevista l’emissione di 8 mld di BOT semestrali  per coprire i BOT in scadenza il 30 settembre di pari importo; non essendo dunque in grado di onorare i debiti contratti, lo Stato italiano è praticamente diventato insolvente.

Non solo non ha la capacità di sanare il vecchio debito ma ne crea continuamente di nuovo anche a causa degli interessi passivi,  con tassi in costante  aumento perché, se la notizia corre la sfiducia galoppa.

Dopo anni ed anni di cieca fiducia dei risparmiatori nei confronti dello Stato italiano sembra ora, che proprio questa sia venuta a mancare d’un tratto.

Non solo i risparmiatori italiani evitano i BOT, ma anche quelli esteri e pure  le banche italiane che fino ad ora sono state obbligate dalla Banca d’Italia ad acquistarli e che, anche per questo,  si trovano in grave difficoltà.

Nessuno più compra BOT che sono diventati come le cambiali emesse da un “protestato”, carta straccia!

Così ad Agosto è intervenuta la BCE con  due massicci acquisti per  raffreddare, almeno temporaneamente, il ribollire dei tassi.

Ma la BCE non può intervenire in eterno, ne è consapevole  il ministro Tremonti  che avrebbe preso contatti con le autorità cinesi per offrire quei BOT che nessuno più, in occidente, si fida ad acquistare,

Poiché nemmeno i cinesi sono dei fessi, cosa potrà avere offerto il ministro Tremonti a garanzia del pagamento?

Avrà offerto il Colosseo? Pompei? Tutti i musei di stato? Cinque milioni di statali?

Noo, per pagare i debiti non servono vecchi ruderi o opere d’arte ma mani e teste che siano in grado di trasformare, con il  lavoro e l’ingegno, per produrre ricchezza.

Proprio  nel nord est dell’Italia c’è gente, la migliore in Europa e forse al mondo,  in grado di sfornare ricchezza  http://www.life.it/?p=249 e nello stesso tempo tanto mansueta  da subire rapine fiscali e condizioni di schiavitù reale senza la minima  protesta.

Questa è la garanzia più solida che Tremonti abbia avuto a disposizione ed è pensabile che l’abbia offerta in cambio di qualche altro mese di disperata  sopravvivenza.

Noi Veneti, trattati come schiavi potremmo diventare merce di scambio contro l’insolvenza dello stato italiano per ritrovarci per la quarta volta in 200 anni,  schiavi prima dei francesi, poi degli austriaci, ora degli italiani; domani dei cinesi?

Sono solo supposizioni, ma oggi, per i debiti dell’Italia,  non esiste nessun’altra garanzia  se non quella fornita da chi lavora e produce: fatti i conti restiamo selezionati  in pochi nello stivale  e le statistiche internazionali ci additano, noi Veneti, come i migliori in questo campo.

Speriamo  che la Provvidenza intervenga e faccia si  che i cinesi non siano interessati alla tratta augurandoci  che nel frattempo,  i mansueti schiavi  veneti  si risveglino dal torpore che li sta distruggendo e prendano in mano il loro destino.

Daniele Quaglia

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