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La vendetta dei tartassati

Come chiedere il rimborso delle multe per autovelox, pagate e non impugnate.

Che l’autovelox sia uno strumento usato impropriamente per rimpinguare le casse dei Comuni, è una questione assodata come lo è il fatto che questi sistemi metrici non possono essere utilizzati se privi di omologazione.

Si può tranquillamente ipotizzare che, su mille autovelox attivi sulle strade, nemmeno uno sia stato omologato perché, allo stato attuale, non esiste un Ente all’uopo predisposto ed il fatto, in conseguenza di un numero crescente di sentenze di condanna, va sempre più delineandosi come una colossale truffa perpetrata dai Comuni a danno dei tartassati automobilisti.

Da queste premesse scatta la vendetta dei tartassati.

Chi negli ultimi 5 anni ha ricevuto e pagato uno o più verbali, per eccessiva velocità rilevata con autovelox, può fare motivata istanza di accesso agli atti del Comune-Polizia Locale che ha rilevato l’infrazione, chiedendo copia del Decreto di omologazione di quello specifico autovelox, nonché copia dei Decreti di omologazione della segnaletica nel tratto di strada relativo all’autovelox.

Il Comune interessato ha l’obbligo di fornire risposta entro 30 giorni che può essere:

  1. di negazione, ma deve essere motivata ed è impugnabile;
  2. di accettazione e fornisce quanto richiesto.

Se non risponde, quell’Amministrazione è passibile di denuncia penale e si passa subito ai fatti

Con la documentazione fornita, nella quale mancherà sistematicamente quella richiesta, si potrà adire al Giudice di Pace per importi fino a 4.999 euro altrimenti al Giudice Ordinario, chiedendo la restituzione di quanto indebitamente riscosso dal Comune e la condanna alle spese sostenute.

NB L’Istanza predisposta è a disposizione esclusiva degli associati LIFE

Daniele Quaglia

2 risposte a La vendetta dei tartassati

  • Bassi scrive:

    Segnalo che sono stati pubblicati sulla gazzetta ufficiale i decreti attuativi dell’art 208 del codice della strada.

    I proventi degli autovelox devono essere ripartiti al 50% ciascuno tra l’ente accertatore e il proprietario della strada.

    https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/20/20A01017/sg

    Forse l’ipotesi che gli autovelox possano rivelarsi utili per rimpinguare le casse, puo’ essere estesa anche alle casse dell’anas.

  • GIORGIO VIGNI scrive:

    Ampliando:sarebbe poi CONSIGLIATO ED OPPRTUNO che i malversati cominciassero a rieducare i parassiti statali: DENUNCIARE, SIA IN SEDE CIVILE CHE PENALE ( falso ideologico, truffa e altro…) GLI ESTENSORI DEL VERBALE ED IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO. CONSIGLIATISSIMO, altresì, ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI. Gratis e deleterio per l’ente statale truffatore.

    G.Vigni

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