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Ła voxe de’l vice: Maledetti voi dottori della legge (Lc 11, 42-46)

Guardo poco la TV, non ho ancora capito se è più degradante per chi la guarda o è ancor più degradante per chi fa simili programmi .

Giorni addietro mi son cascate nell’orecchio, distrattamente, alcune monade, DOC, di un ectoplasma che costa all’italiano molto di più vuoi di S.M. Elisabetta II, vuoi di Trump, vuoi di Macron e via per il mondo.

Salmodia, nell’etere, l’inclito che se un suddito si azzarda a usare la sua testa e si rifiuta di prenderla a palazzo, europeamente, costui è un “antistorico divisionista”, sic !

Risalmodia, sempre nell’etere, che la LEGGE, senza se e senza ma è sopra a tutti ed a tutto.

Ergo se ancora ci fossero, le leggi razziali.

In compenso ci sono quelle fiscali, sulla legittima difesa e tante altre lordure, però

LEGGI, della più bella costituzione del mondo.

C’è un però, per quel che vale, 2000 anni fa Un Galileo, importuno rompi balle, che per questo ci guadagnò una manciata di chiodi, neanche inox, ebbe a dire:

il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato. Poi caricò : maledetti voi dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!

E ‘deso come a metemo ?

S. Marcoooooooo !

Giorgio Vigni

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