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L’assegno scoperto

Cosa succede se ci viene negato l’incasso di un assegno per mancanza di fondi.

Si tratta dell’assegno scoperto, in gergo commerciale un assegno cabrio, che può essere sintomatico di due situazioni: una di un disguido amministrativo da parte del traente normalmente solvibile; l’altra, più da attenzionare, che può essere presagio di una crisi di liquidità.

Presentato all’incasso, l’assegno viene respinto ed il funzionario della banca avverte il traente della mancanza di fondi, invitandolo ad un pagamento tardivo nell’arco di qualche giorno: il che comporta una penale del 10% sull’importo.

Se ciò non avviene e dovesse persistere tale situazione, il beneficiario dell’assegno può procedere al suo protesto che sarà eseguito da un pubblico ufficiale; seguirà l’iscrizione nel Registro informatico dei protesti presso la Camera di Commercio territoriale con l’effetto di rendere praticamente impossibile l’accesso al credito da parte del debitore, il che  potrebbe essere un valido deterrente per convincerlo a risolvere in tempo utile il suo debito.

Una volta protestato, l’assegno costituisce ”titolo di credito”, utile per eventuali ulteriori azioni di recupero ma fiutando l’aria di crisi del soggetto traente, si potrebbe convertire l’assegno in cambiale, prima di incassarlo, pagando la relativa imposta del 12‰ con l’applicazione dei bolli sul retro rendendo quel titolo, una volta protestato, un “titolo esecutivo” semplificando e abbreviando l’azione di riscossione.

Daniele Quaglia

tratto da https://www.laleggepertutti.it/360368_come-incassare-un-assegno#Come_incassare_un_assegno_postdatato

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