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L’Autodeterminazione va esercitata

Una volta possedevo un cagnolino bello, bravo, buono, intelligente ma troppo obbediente. Bastava legarlo con un filo di cotone da cucire, inadatto a trattenere un qualsiasi cane, ma tant’era che lui si sentiva legato come se avesse avuto una pesante catena al collo.  Il Popolo Veneto assomiglia a questo mio cagnolino: è tenuto in schiavitù da un esile filo che si chiama LEGGE ITALIANA che non può reggere il peso dell’esercizio del DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE normato da Patti Internazionali ratificati dall’Italia che hanno prevalenza sul diritto interno italiano.

Spero , qui sotto di riuscire a spiegare questo concetto perché, capito questo, il Popolo Veneto sarà LIBERO!

L’Autodeterminazione di un popolo non è un concetto astratto, teorico, è un DIRITTO che la comunità internazionale degli Stati riconosce ad ogni singolo Popolo.

IL PATTO INTERNAZIONALE RELATIVO AI DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI, nonché Il PATTO INTERNAZIONALE RELATIVO AI DIRITTI CIVILI E POLITICI, riconoscono ai popoli il diritto di Autodeterminazione nonché di trattenere le risorse, per questo scopo, infatti:

PARTE PRIMA

Articolo 1

1. Tutti i Popoli hanno diritto di autodeterminazione. In virtù di questi diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.

2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali, senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica interazionale, fondata sul principio del mutuo interesse e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.

I Patti, impongono agli Stati aderenti, norme vincolanti di comportamento, infatti:

PARTE PRIMA

Articolo 1

3. Gli Stati parti del presente patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite

PARTE SECONDA

Articolo 2

1. Ciascuno degli Stati parti del presente Patto si impegna ad operare, sia individualmente sia attraverso l’assistenza e la cooperazione internazionale, specialmente nel campo economico e tecnico, con il massimo delle risorse di cui dispone, al fine di assicurare progressivamente con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l’adozione di misure legislative, la piena attuazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto.

2. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a garantire che i diritti in esso enunciati verranno esercitati senza discriminazione alcuna, sia essa fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, l’opinione politica o qualsiasi altra opinione, l’origine nazionale o sociale, la condizione economica, la nascita o qualsiasi altra condizione.

Articolo 5

1. Nessuna disposizione del presente Patto può essere interpretata nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o individuo di intraprendere attività o di compiere atti miranti a sopprimere uno dei diritti o delle libertà riconosciuti nel presente Patto ovvero a limitarlo in misura maggiore di quanto è previsto nel Patto stesso.

Ora è chiaro che l’Autodeterminazione dei Popoli è un Diritto inalienabile, tutelato anche da obblighi che gli Stati ratificanti si sono assunti.

L’Italia ha ratificato questi Patti e li ha resi propri con la legge 881/77 impegnandosi nel contempo a riconoscere il DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI e a tutelarlo.

Ancor più, esiste nell’ordinamento italiano, un principio per il quale:

L’ESERCIZIO DI UN DIRITTO PREVISTO DALLE NORME NON LEDE NESSUNO.

Nel diritto penale, l’esercizio di un diritto è una causa di giustificazione prevista nell’art. 51 del codice penale italiano: ” L’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la punibilità“. Non può quindi essere punito chi nell’esercizio di un diritto, compia atti o fatti che integrino una fattispecie preveduta dalla legge come reato.

Un’applicazione che ha tratto ispirazione dalla massima facente parte del diritto romano, dal latino iure suo utitur, neminem laedit (lett. Colui che esercita un proprio diritto, non lede nessuno). Infatti la ratio della non punibilità va ricercata nel principio di non contraddizione dell’ordinamento giuridico che non può concedere la facoltà di agire e al tempo stesso vietare l’esercizio di quella stessa facoltà.

Ecco perché’:

IL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO VENETO VA ESERCITATO;

NON ABBISOGNA DI RICONOSCIMENTO ALCUNO;

NON VIOLA ALCUNA NORMA TANTOMENO PRINCIPII VARI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

Il madornale errore che troppi Veneti continuano a fare è di ritenere che tale diritto debba essere riconosciuto (chissà da chi?) e si debbano seguire vie legali (quali vie non è chiaro!).

I due trattati citati possiedono una caratteristica ineguagliabile da qualsiasi norma di diritto italiano: la chiarezza. C’è una spiegazione logica di questa estrema semplicità nel linguaggio: i Trattati originari sono scritti in lingua inglese, lingua molto più sobria ed essenziale rispetto all’italiano che, eccessivamente articolato si presta, a interpretazioni cavillose che arrivano a trasformare una stessa norma da eccessivamente permissiva ad eccessivamente punitiva, a danno della certezza del diritto. I testi sono stati tradotti in italiano da traduttori e non da machiavellici estensori di norme mantenendo così l’essenzialità della forma inglese.

Divertiamoci a leggere queste norme, due, tre, quattro volte; leggiamole ai nostri bambini che le capiranno facilmente, impariamole a memoria, se necessario per capire che il Diritto di Autodeterminazione VA ESERCITATO.

Le elezioni del Popolo Veneto del 2009, organizzate da LIFE-Autogoverno del Popolo Veneto, il Plebiscito del 2014 organizzato da Plebiscito.eu, la costituzione di un Governo, di un Parlamento, di un Tribunale, di organi di Polizia ed anche di un Esercito non sono altro che l’ ESERCIZIO DEL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO VENETO.

L’Italia non può ostacolarne l’ESERCIZIO deve prendere atto della volontà del Popolo Veneto, promuovere e rispettare il suo DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE perché i Patti sanciti lo impongono: PACTA SUNT SERVANDA e l’Italia non può sottrarsene senza violarli e diventare oggetto della condanna internazionale.

Daniele Quaglia

4 risposte a L’Autodeterminazione va esercitata

  • Alberto Pento scrive:

    Vero, ma cogna k’a ghe sipia el popoło e no 4 gati ke se dixe popoło. Ghe vol miłioni de veneti ke łi se diga “popoło veneto” e dapò łi podarà exerçidar ła so aotodeterminansa … ma fina kè a ghè lomè 4 gati e do pantegane no ghè gnaon popoło veneto. Ghe vol ła forsa de on popoło, de milioni de omani par determinarse e no łe ciacołe de coalke dexina, o sentenara o miłara de parsone ke łe se dixe venete.
    Par el stado tałian l’ognoło popoło lè coeło tałian e gnanca łè megnoranse łengoesteghe łe xe popoło a sè. Parké i veneti łi sipia on popoło difarente da coeło tałian łi ga da farlo vedar al mondo mostrandose a miłioni come veneti pì ke tałiani come ke łi fa deso: a łe olteme ełesion 2 miłioni łi se ga manefestà come tałiani e lomè 100 miła come veneti; difiçiłe ke co sti nomari a posa esarghe on popoło veneto e on dirito de aodeterminarse.

    • daniele scrive:

      fin a proa kontraria, a martho 2014 ga votà pi de 2.300.000 veneti (65% de £i ‘venti derito) al plebiscito dixendo de vo£ere na Repiovega Veneta Independente, federa£e e sovrana. Ki xe sta nominà Parlamentare ga el konpito de £otare pa’ sta decidhion demokradega ko’l sistema pi’ senplice: exersitando £a Autodeterminathion.
      Kosa farà£i £i taljani? Me metara£i tuti in ga£era? In ga£era pa’ exersitar el derito de Autodeterminathion ke £ori rekohnose a tuti £i Popo£i? Se koesto serve pa’ otehnare £a tota£e independensa, ben vehna! E se £i me metese tuti in ga£era £i me farìa el pi’ gran piasér!

  • Alberto Pento scrive:

    Me despiaxe asè ma no ghè gnaona prova ke a sto refrendo farsa a gapie votà 2.300.000 veneti, pitosto a ghè le prove contrare: ona lè dà dal fato ke coeli ke li ga promoso sto referendo farsa no li xe stasti boni de torsù gnanca le poke milara de firme par le elesion rejonal; naltra lè ke a ste elesion el voto endependentista lè stà de poco sora le 100mila prefarense, contro i 2milioni e pasa de veneti ke li ga votà par partiti taliani.

    • daniele scrive:

      Me risulta ke gnaona proa ge sipìa pa’ dire el kontrario, so£o fantaxie. Anka el vi£e atako de Palmerini ke sosteneva ke plebiscito fuse on inbrojo el xe xvaporà ko’l tenpo.
      No se pò£e paragonare el voto del Plebiscito ko £e rejona£i 2015.
      El primo xe sta na manifestathion de voto demokradego al de fora del kontro£o po£idego de£i partidi taljoti e del kontro£o burokradego romàn.
      El sekondo, invese, el xe on voto no £ibaro parkè fato soto el kontro£o de£i partidi, de£i burokrati e de£e forthe armade, Po£isia, CC, Finanza, Forestale, viji£i …. e xe ‘ndà votare pena el 50% de £i ‘venti el derito.
      £e xe do robe diverse ke no se pò£e paragonare. Xe fa dire ke na be£ena xe pi’ forte de on elefante: no ga nisun senso!
      Paragonare el Plebiscito 2014 ko £e rajona£i 2015 xe £a stesa roba: na ga senso!!!!!!!!!!!!!!

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