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Le 4 stagioni dei partiti indipendentisti

A quanto sembra, l’indipendenza del Popolo Veneto è, per i partiti indipendentisti, un’aspirazione stagionale con un ciclo quadriennale che giostra attorno alle elezioni regionali.

Il ciclo inizia, come da tradizione veneta con la Primavera, il risveglio, segue con l’Estate, la raccolta dei frutti, poi l’Autunno con le (speranze) foglie che cadono per arrivare al sonno profondo dell’Inverno

Primavera: coincide col primo anno che precede le votazioni regionali, l’anno della semina e sul finire di questo fioriscono mille iniziative, un rigoglio di proposte politiche indipendentiste, un formicolio di aspiranti politici che si aggregano in nuove formazioni decisi a tutto per la decantata indipendenza del Popolo Veneto.

Estate: è il secondo anno, quello della raccolta dei frutti, in cui si entra nella fase cruciale delle elezioni regionali, fase disseminata di buoni propositi, di tentate assurde alleanze che trovano sistematica bocciatura da parte dell’elettorato italico che rinnova la sua preferenza ai partiti già esistenti mentre il potenziale elettorato indipendentista veneto, mantenendo fede al suo principio di non legittimare lo Stato okkupante, diserta le elezioni.

Autunno: il terzo anno, quello di una blanda riflessione sull’ennesima sconfitta e sull’incapacità di convogliare la spinta indipendentista in un movimento politico e coincide con una lenta sedimentazione dello spirito indipendentista.

Inverno: è il quarto anno, quello del sonno profondo, della letargia, del silenzio assoluto quello che paralizza lo spirito dei partiti indipendentisti.

Finito l’inverno ritornerà la primavera e via ad un nuovo ciclo di stagioni che avrà lo stesso esito così via via … un susseguirsi continuo con gli anni che passano in un sol colpo 4 alla volta senza risultati.

Di questo passo, con questa bradipo lentezza, con le medesime proposte senza valide alternative , è certo che nessuno degli attuali indipendentisti veneti viventi riuscirà a vedere la bandiera di San Marco sventolare in ogni piazza sotto l’egida di una rinata Repubblica Veneta.

Daniele Quaglia

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alberto pento
alberto pento
1 anno fa

Mi dispiace Daniele ma non è mai nata una Repubblica Veneta a sovranità di tutti i veneti, perché se ci fosse stata con ogni probabilità ci sarebbe ancora come la Svizzera.

giacomo tonon
giacomo tonon
1 anno fa

NOALTRI NO’ LA VEDAREN MAI LA INDIPENDENZHA !!! FORSE TRA’ QUALCHE GENERAZHION, MA NO CREDE VISTO I
ZOVENI IDIOTI CHE GHE’ NE’ IN GIRO…… NO’ I PARLARA’ PI DE INDIPENDENZHA TRA QUALCHE ANO I PENSARA’
SOL ALA MACHINA ELETRICA E AL MONOPATINO … MA COME DISEA I VECI DE NA’ OLTA… SE CIAVE CHI CHE RESTA………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

giacomo tonon
giacomo tonon
1 anno fa

INTANT FINCHE’ I VENETI I MET FORA DEA FINESTRA LA BANDIERA TALIANA, NO’ PENSE CHE I GHE TEGNE TANT AL VENETO INDIPENDENTE !!!!!
NOALTRI NO’ LA VEDAREN MAI LA INDIPENDENZHA!!! MA GNANCA I PROSIMI ZOVENI IDIOTI CHE I PENSA ALA MACHINA ELETRICA E AL MONOPATINO ELETRICO .
COMUNQUE COME DISEA I NOSTRI VECI……………………… SE CIAVE CHI CHE RESTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonymous
Anonymous
1 anno fa

Penso che due possono essere due le filosofie che siano in grado di convincere il popolo veneto all’indipendenza, primo
attraverso la fede quindi un Dio, il secondo attraverso l’inganno, convincere che due più due fa cinque e non quattro.

Carlo Zanette
Carlo Zanette
1 anno fa

Trovemose, vardemose nei OCI, disemo kual ke xe al
percorso pi frutifero. Provemo coinvolger anca AV.
Mi ghe son.