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L’etilometro non dice la verità

Da un recente convegno ACI in tema di sicurezza si è ribadita la necessità che gli etilometri siano adeguatamente sottoposti a verifiche, calibrazioni e manutenzioni quanto meno annuali pur mantenendo un grado di errore dallo 0 al 16% in quanto estremamente sensibili alla temperatura esterna, umidità, nebbia e altri fattori atmosferici e climatici, oltre che ad essere soggetti ad un invecchiamento dichiarato del 2% mensile.

Ma essendo sensibili anche a sostanze contenute in solventi, in prodotti industriali o in altri gas presenti

nell’alito umano e non avendo, l’etilometro, la capacità di distinguere la provenienza alcoolica di queste sostanze, si corre il rischio che un autista astemio , per il solo fatto di trasportare passeggeri ubriachi, si ritrovi con l’alito intriso di alcool volatile e risulti in stato di ebrezza all’alcool test, senza avere mai bevuto.

L’etilometro è quindi uno strumento inaffidabile da cui non può dipendere la sorte di un cittadino privato della patente in questa maniera tanto che, più di qualcuno si sta chiedendo se, nell’impossibilità di effettuare l’esame del sangue specifico e approfondito per accertare il reale stato di ebrezza, non sia opportuno ritornare alla valutazione dell’agente di polizia in base ai sintomi rilevati nell’autista.

Spunti tratti da Legittimità degli etilometri intervento dell’Avv. Fabio Capraro di Treviso sulla rivista bimestrale TasteVin n.1/2019

Daniele Quaglia

2 risposte a L’etilometro non dice la verità

  • Marina scrive:

    Ma tutto è fatto per arricchire il sistema ! Non per tutelare gli umani , NO !

  • Giorgio da Casteo scrive:

    C’è poco da commentare ! In questa Ue che ha privato anche il Veneto di sovranita’ ogni istituzione si regola come meglio gli conviene. Mattarella, guardiano della Costituzione, dov’è con chi sta ? Si rende conto che il cosi’ detto “Bel Paese” è quasi fermo in un binario morto ? Sa che in Veneto da 40anni ci sono milioni di cittadini con diritto di voto il cui risultato non è riconosciuto poiché per lLei e per la consulta valgono di piu’ i deleteri ostruzionismi dell’Umbria, della Campania, della Toscana….Non si accorge che il titolo V° della Costituzione, modificato 18anni fa,, prevedeva all’art.116 la devolution alle regioni di varie funzioni esercitate dallo stato? Glielo ricordano il prof. Bertolissi che con l’attuale ministra Stefani da quasi un anno stanno trattando sull’Autonomia regionale differenziata. Il governatore del Veneto e la sua giunta, priva di energia perché succube di Salvini, non possono permettere che per una TAV tutto si blocchi. La firma all’autonomia di Veneto, Emilia-Romagna,Lombardia viene rinviata di continuo.Da dopo un anno dal referendum il primo rinvio è del 22.10.2018, poi sono seguiti i rinvii al 20.12.2018, poi il 15.02.2019, ora a fine primavera 2019 ma Salvini dice a fine anno 2019. Siamo alla comica se per i veneti non fosse una tragedia! Pax tibi Marce….

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