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Libertà sindacale

La Costituzione più bella del mondo? No, quella italiana non è la più bella ma solo la più violata da quegli stessi organi che dovrebbero vigilarne il rispetto!

Impunemente e costantemente è violata la sovranità del popolo, la parità di diritti tra tutti i cittadini, la libertà di pensiero, l’equità fiscale …. e, in questo caso, la libertà sindacale; eccone la prova.

L’articolo 39 della Costituzione prevede la libertà, per un lavoratore, di iscriversi  a un qualunque sindacato ma anche quella  di non iscriversi.

Identico discorso vale  per le aziende che hanno la facoltà sia di aderire alle associazioni di categoria che quella di non aderire  ma, in caso di non adesione, le aziende non iscritte sono “libere”, possono decidere di non applicare i contratti nazionali di lavoro (sottoscritti da Stato, Sindacati e Associazioni) salvo il fatto che le retribuzioni erogate non siano inferiori ai minimi previsti. Previsti da cosa? Dal contratto collettivo di riferimento!

Ed ancora, secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro …. ci sono situazioni in cui sono previsti benefici fiscali, contributivi nonché contributi alle aziende (Ricordi EBAV?). A quali aziende? Solo a quelle che applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento del settore.

Alla faccia della Libertà sindacale!

A questo punto un imprenditore ha tre alternative:

1) Tapparsi il naso (e non solo) e cedere al ricatto di rinunciare alla libertà sindacale in cambio di benefit di Stato;

2) Combattere contro tutto e tutti;

3) Andarsene.

In ogni caso è la conferma che, per questo Stato, LIBERTA’ è solo una parola vacua e la Costituzione, solo una mera enunciazione di  intenti, alcuni buoni altri discutibili.

Daniele Quaglia

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