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Lo Stato saraceno

Sembra che il nostro destino sia quello di essere vittime mansuete per qualsiasi tipo di rapina. Quasi ci sia stato affidato il compito di lavorare per tutta la vita, lasciarci rapinare dallo Stato senza emettere il minimo gemito di disappunto, anche quando il rapinatore non è più lo Stato ma individui che hanno scelto una vita  da “diversamente vittime” per  continuare a depredare laddove, nonostante le scorrerie saracene dello Stato, ancora vi è rimasto qualcosa da rapinare.  Una bella casa o una bella macchina parcheggiata fuori di questa sono indici di agiatezza, là di sicuro si trova sempre qualcosa da arraffare oppure anche in una casa  isolata, non importa se abitata da due vecchietti, si trova sempre qualcosa. Basta una pistola, come spesso fa lo Stato saraceno ma agire indisturbati di notte quando  i saraceni, stanchi delle loro scorribande diurne allentano le briglie della vigilanza e della repressione.  E tu, vittima educata alla massima sopportazione, dovresti quantomeno stare in silenzio se non favorire e ringraziare chi ti sta rapinando in casa tua.

Se hai la malaugurata idea di difenderti puoi incorrere nella reazione dei delinquenti che, vista la tua minaccia, agiscono per legittima difesa e potrebbero legittimamente ammazzarti; se invece fossi tu il primo ad offendere, rischieresti sempre la reazione violenta dei “diversamente vittime” oltre alla repressione educativa dello Stato italo-saraceno, contro di te: una solidarietà naturale tra elementi della stessa risma!

Ecco perchè questo Stato ha le ore contate: è nemico del cittadino, ma il cittadino  è maggioranza assoluta e la sua rabbia ha già oltrepassato tutti i livelli di sopportazione.

Daniele Quaglia

 

 

2 risposte a Lo Stato saraceno

  • Antonino Iacona scrive:

    Io sarò presente a Legnaro. Aggiungo un commento: Circa 10 giorni fa ero sintonizzato su una radio locale di Padova ed ascoltavo un conduttore che davanti al nome aveva il “Don”. Dando per scontato che non fosse un mafioso ne tantomeno un nobile meridionale (decaduto) rimane l’ipotesi che fosse un prete. Bene, questo conduttore intervistava un magistrato, del quale per altro non ricordo il nome, a proposito dei furti nelle abitazioni ad opera degli zingari (che in linguaggio buonista vengono chiamati Rom).
    Il magistrato spiegava la differenza che passa tra un furto in appartamento in assenza dei suoi proprietari o inquilini e quello in un appartamento abitato. Quest’ultima condizione costituirebbe una aggravante e trasformerebbe un “banale” (ha detto proprio così) furto in una rapina, per altro aggravata se i ladri (altrove definiti “visitatori inopportuni”) fossero trovati in possesso di un arma. Il magistrato in pratica suggeriva agli aspiranti ladri di accertarsi preventivamente che la casa fosse disabitata per evitare di spaventare i loro abitanti e prevenire reazioni tanto incontrollate quanto inopportune. Lascio a voi i commenti. Antonino

  • Giorgio Gasparini scrive:

    Oggi 30 luglio 2013 il “Mattino” di Padova, testata nemica del LIFE, ha relegato in 26^ pagina la manifestazione di ieri sera a Legnaro nella cronaca del Piovese.Ovviamente con grande evidenza in prima pagina campeggia un articolo sugli insulti ricevuti dalla ministra Kyenge da un assessore su facebook.
    Tuttavia l’articolo in 26^ pag. se pur “a torto collo” ha dovuto ammettere il pericoloso grande successo di quanto accaduto e la minaccia alle istituzioni che sta apportando questo nuovo LIFE. WSM

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