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Lotta al contante è foglia di fico

L’evasione dell’IVA, quindi l’IVA incassata ma non versata allo Stato ma anche quella non incassata nelle transazioni in nero e non versata, costituisce il cavallo di battaglia di questo ed altri governi che mirano ad eliminare il contante per controllare i flussi di denaro nell’acquisto di beni e servizi.

Secondo questa teoria sarebbe possibile recuperare ogni anno 33,6 mld di IVA evasa come accertato

dalla Commissione UE: Il rapporto della Commissione Ue sull’Iva presentato oggi (5/09/2019) mostra che ci sono miglioramenti, ma l’Italia resta tra i peggiori paesi in Europa per evasione dell’imposta sul valore aggiunto: il mancato gettito, in valore assoluto, è stato di 33,6 mld, più o meno un quarto dell’intera evasione Iva europea (a 137,5 miliardi) (*)

Perché tanta attenzione proprio sull’evasione IVA che per un buon risultato comporterebbe la non scontata collaborazione di milioni di cittadini e la non meno scontata fedeltà di milioni di partite IVA?

E perché, escludendo qualche sporadica dichiarazione di intenti, i Governi nulla, o ben poco, fanno nella lotta alla corruzione?

La corruzione è il  reato consistente nel particolare accordo (c.d. pactum sceleris) tra un funzionario pubblico e un soggetto privato, mediante il quale il funzionario accetta dal privato, per un atto relativo alle proprie attribuzioni, un compenso che non gli è dovuto. (**)

Ogni anno perdiamo infatti 236,8 miliardi di ricchezza, circa il 13 % del prodotto interno lordo, pari a 3.903 euro per abitante. (***)

La somma di 236,8 mld che noi tutti perdiamo, che lo Stato paga in più sulle opere pubbliche a causa della corruzione (tangenti) di suoi funzionari e politici, è sette volte e mezza in più grande dell’evasione IVA  e coinvolge un numero relativamente piccolo di soggetti (politici, funzionari e qualche migliaio di aziende che hanno il monopolio degli appalti pubblici). Concludendo, se lo Stato incassasse quei 33,6 mld di IVA il saldo tra corruzione (uscite) e IVA (entrate) (236,8 meno 33,6) resterebbe a vantaggio della corruzione per 203,2 mld  e poco cambierebbe.

A rigor di logica matematica sembra molto più semplice, per il ridotto numero di soggetti coinvolti e più redditizia, per l’importante ammontare, la lotta alla corruzione piuttosto che all’evasione dell’IVA.

Perché allora lo Stato preferisce agire su 60 milioni di cittadini diffondendo in questi il seme dell’odio sociale verso 7 milioni di partite IVA e non promuove una simile campagna all’indirizzo dei suoi funzionari e politici infedeli e delle poche aziende coinvolte?

Un artigiano che evade l’IVA per qualche migliaio di euro è criminale evasore, mentre il funzionario/politico dello Stato che incassa tangenti a josa non è debitamente perseguito dal sistema.

Forse perché il sistema trae linfa vitale dalla corruzione e questa, di conseguenza, viene tacitamente favorita?

Si vogliono controllare, con le card, anche le più piccole transizioni oberate di costi che vanno a rimpinguare la casse delle banche quando sfuggono a qualsiasi controllo le transizioni milionarie legate alla corruzione.

E’ la collaudata tecnica della distrazione: si gonfia ad arte una notizia per distrarre l’attenzione dalla realtà: se ne fa un problema esistenziale dei 33 mld di IVA non incassati dallo Stato ma reimmessi nel mercato interno e passa inosservato, quasi fisiologico, il fatto che lo Stato paghi 236,8 mld più del dovuto, che vanno nelle tasche di funzionari, politici e partiti; che finiscono nei paradisi fiscali, sottratti per sempre all’economia del Paese.

A questo punto ogni lettore è in grado di comprendere la fatta di chi ci governa e i disvalori su cui ha trovato origine questo Stato: un connubio foriero solo di ingiustizia e discriminazione.

Daniele Quaglia

(*) https://www.italiaoggi.it/news/fisco-l-evasione-dell-iva-nel-2017-e-costata-all-italia-33-6-miliardi-di-minor-gettito-201909051553027500

(**) https://www.altalex.com/documents/altalexpedia/2013/06/03/corruzione

(***) http://espresso.repubblica.it/affari/2018/12/06/news/corruzione-disastro-italiano-ci-costa-230-miliardi-l-anno-siamo-tra-i-peggiori-in-europa-1.329264

2 risposte a Lotta al contante è foglia di fico

  • Antonio scrive:

    Speron che vegne la fin del mondo e Speron de salvare mi è ti è qualche tosa

  • giacomo tonon scrive:

    E……. Come se dis: NO’ SE VA’ A ROBAR IN CASA DE LADRI !!!!
    E se sa’ BEN che’ i primi LADRI E CORROTI I E’ LORI.
    Noaltri saren i soiti TESTONI che paga e TAS !!!

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