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Lotta all’evasione: come spremere un limone già spremuto

La lotta all’evasione servirà per abbassare le tasse, sostengono da sempre i demagoghi che governano ma le tasse aumentano sempre di più, ragion per cui o la lotta non da i frutti sperati o questi vengono sistematicamente divorati. Interessanti le due citazioni che seguono

Citazione numero 1 Per la prima volta nella storia italiana del dopoguerra viene impostata una strategia di attacco frontale all’evasione … è nostra ferma intenzione di ridurre le tasse, rivedendo la curva dell’irpef per i redditi bassi e per il ceto medio”.

Citazione numero 2 «La lotta all’evasione che ci frutterà molto. Il tesoretto del Paese è di 100 miliardi (la cifra che quota l’evasione in Italia, ndr). Ricaveremo molto da questa lotta. E da questo gruzzolo potremo destinare una parte per tagliare del 20, 30 fino al 50% le tasse».

E’ difficile pensare che queste due citazioni siano opera di due distinti personaggi che nemmeno si conosceranno ma una cosa li accomuna di sicuro, la natura del politico demagogo.

La prima si riferisce ad un’intervista del Sole24ore del 2 luglio 2006 all’allora Ministro delle Finanze, Vincenzo Visco soprannominato il vampiro per la sua insaziabile sete del sangue fiscale dei contribuenti, mentre la seconda citazione è tratta dalla recente apparizione nella trasmissione “Di Martedì” sulla 7 del premier Giuseppe Conte distintosi, finora, per la sua previsione riferita al 2019 di “anno bellissimo” e per l’immissione di 6 nuove tasse nella nuova finanziaria per il 2020.

Inutile ricordare che le scorribande fiscali di Visco non hanno minimamente sfiorato l’obiettivo di ridurre le tasse con i proventi della lotta all’evasione ma hanno sicuramente complicato la vita di lavoratori, lavoratori autonomi e cittadini che preferiscono dimenticare quel periodo; lo stesso succederà per Conte: grandi proclami, grandi obiettivi, tanto fumo, poco arrosto e molti negativi effetti collaterali.

Ricordiamoci una cosa: dall’Unità d’Italia, a tasse si sono sempre aggiunte altre nuove tasse e la pressione fiscale è costantemente aumentata fino a toccare l’odierno 70% a carico delle aziende.

La lotta all’evasione è più propagandistica che realistica perché da un limone già spremuto non si può ottenere altro sugo e anche la fase Conte seguirà il destino della fase Visco, nel frattempo speriamo che qualcuno trovi il sistema di spiegare a Conte che aumentando il numero di tasse non diminuisce la pressione fiscale.

E che Dio ce la mandi buona

Daniele Quaglia

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