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Monti vede la luce, l’Eurispes 2013 vede profondo nero

L’Eurispes ci da questo quadro della situazione politica, sociale ed economica italiana. La situazione percepita è quella di una depressione stagnante ben lontana dalle visioni di luce celestiale che il premier Monti dice di avere. Per avere le stesse sue percezioni quali sostanze dovremmo assumere?

Gli ultimi 12 mesi

L’80% delle famiglie italiane pensa che «la situazione economica generale sia peggiorata negli ultimi dodici mesi (per il 61,5% “nettamente” e per il 18,5% in parte)». Qui si inserisce la piccola schiarita all’orizzonte: l’anno scorso il numero dei pessimisti era più alto, al  93,6%. E, parallelamente, la quota di chi pensa che la situazione sia migliorata (nettamente o in parte) passa dall’1,4% del 2012 al 10,9% di quest’anno.

Previsioni 2013

il 52,8% pensa che la situazione economica del Paese subirà un peggioramento nei prossimi 12 mesi

il 27,9%  vede la situazione  stabile,

il 10%  si attende un miglioramento.

Fra i pochi ottimisti prevalgano i giovani in cerca di prima occupazione,

Molto pessimisti i disoccupati (il 61,4% vede un peggioramento).

L’apice dei pessimisti si trova tra gli imprenditori, sfiduciati nel 65,5% dei casi.

Il risparmio

Il 70% degli italiani ha visto nell’ultimo anno peggiorare la propria situazione economica personale (il 40,2% di molto, il 33,3% in parte). Solo il 4,8% indica invece un miglioramento.

La situazione è peggiorata più per chi ha una partita IVA che non per i lavoratori dipendenti (anche con contratti atipici).

Il 60,6% degli italiani  intacca i risparmi per arrivare alla fine del mese,

il 62,8% ha grandi difficoltà ad affrontare la quarta (spesso la terza) settimana del mese,

il 79,2% non riesce a risparmiare.

il 20% mette qualcosa da parte.

Le maggiori difficoltà si rilevano fra i 45 e i 64 anni, seguono i 35-44enni.

Il 66,7% ritiene che anche nei prossimi 12 mesi non riuscirà a risparmiare,

il 27,4% è più ottimista per il 2013.

Il credito

Il 35,7% ha chiesto un prestito bancario negli ultimi tre anni (dato in aumento di 9,5 punti rispetto alla rilevazione 2012).

Le categorie più bisognose di aiuti finanziari sono quelle con contratti a tempo determinato (atipico o subordinato) e le partita Iva (44,2%), contro il 35,2% dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Il 62,3% dei prestiti è stato chiesto per pagare debiti accumulati

il 44,4% per saldare prestiti precedenti.

Il 27,8% di chi chiede un prestito deve acquistare una casa,

il 22,6% coprire spese mediche,

il 5% per potersi permettere una vacanza,

il 13,1% per far fronte ad un evento (matrimonio, battesimo, cresima).

Il 47,8% dei prestiti è per cifre ridotte, fra mille e 10mila euro,

il 26,9% fra i 10mila e i 30mila euro,

il 10,3% arriva a 50mila euro,

il 15,1% fino a 100mila euro e oltre.

 

I consumi

Il 73,4% nell’ultimo anno ha visto una diminuzione del proprio potere d’acquisto.

Su cosa si risparmia

L’89,9% ha ridotto le spese per i regali,

l’88,5% acquista più prodotti in saldo,

l’86,7% ha ridotto le spese per i pasti fuori casa,

l’85,5% cercato punti vendita più economici per i vestiti,

l’84,8% riduce le spese per viaggi e vacanze,

l’84,8% sceglie prodotti alimentari più convenienti,

l’83,5% taglia sul tempo libero,

l’83,1% le spese per estetista, parrucchiere, articoli di profumeria,

l’81,9% quelle per gli articoli tecnologici.

il 72,6% cercato punti vendita economici per gli alimentari (contro il 52,1% che dichiarava la stessa cosa nel 2012).

Il 58,4% acquista prodotti online per ottenere sconti ed aderire ad offerte speciali,

il 52,2% ha ridotto le spese per la benzina usando di più i mezzi pubblici,

il 40,6% risparmia sulle spese mediche,

il 38,4% si rivolge al mercato dell’usato.

 

Cambiano le abitudini

 

il 91,8% limita le uscite fuori casa (dal 73,1% registrato un anno fa),

l’82,2% invece di andare al cinema guarda film in dvd o in streaming (dal 56,5% di un anno fa),

il 77,2% sostituisce la pizzeria/ristorante con cene a casa tra amici (dal 56,7% del 2012),

il 44,1% va più spesso a pranzo/cena da parenti/genitori.

il 54,9% si porta al lavoro il pranzo da casa.

Il 30,9% ha fatto acquisti facendo ricorso a pagamenti rateizzati, soprattutto per comprare elettrodomestici, automobili, computer e telefonini.

Il 28,1% si è rivolto ad un “Compro oro”,

Il 14,4% ha chiesto prestiti a privati (non parenti e amici), non potendo accedere a prestiti bancari (più del doppio dal 6,3% del 2012).

Il 26,8% arrotonda lo stipendio con lavori informali (assistenza anziani, baby sitter, piccola sartoria).

Il 28% ha venduto beni/oggetti su canali online di compravendita.

 

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