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Parlamento Veneto: negata la convocazione della Commissione Affari Esteri

Aggiornamento dei lavori al Parlamento Veneto da parte del gruppo LIFE-APV.

Da Luglio 2015 sollecito la convocazione della I Commissione Affari Esteri della Repubblica Veneta per lo studio ed una eventuale ratifica di una ventina di trattati internazionali che, una nuova Entità statuale non può ignorare se vuole proporsi al mondo.

Mi è stato risposto solo  ieri, 18 gennaio 2016, comunicandomi che la convocazione non sarebbe opportuna per le ragioni riportate dal Coordinatore qui convocazione commissione affari esteri 11012016

Non per accendere inutile polemica, ma per il profondo senso di correttezza  che mi è proprio, sento il dovere di contestare il diniego del Coordinatore Fontana alla mia richiesta dal sito LIFE.

Premesso che è impresa ardua citare punti di uno scritto articolato che non abbiano come riferimento un numero progressivo o una lettera dell’alfabeto. Spero che l’estensore di questo scritto, già da me appuntato sull’argomento possa porre rimedio a questo suo handicap metodologico e poter rendere tutto più semplice a tutti.

Nel primo punto contrassegnato dal segno – contesto quanto addotto perché il riconoscimento dei basilari trattati internazionali è il primo passo di una nuova entità statuale che si affaccia sul mondo della comunità internazionale degli Stati ed il recepimento di tali trattati vincolerebbe la Repubblica Veneta alla comunità internazionale e non ad un singolo Stato, nel qual caso si parlerebbe di trattati bilaterali e non di trattati internazionali. Peraltro il Coordinatore non tiene presente che le Istituzioni della Repubblica Veneta stanno agendo in regime di Autodeterminazione, con tutti i limiti che ciò comporta.

Nel secondo punto contrassegnato dal segno – il trattato di Vienna non ha alcuna pertinenza con la mia proposta.

Nel terzo punto contrassegnato con il segno – i trattati internazionali vengono ratificati in toto, eccezion fatta per i così detti “protocolli facoltativi”.

Nel quarto punto contrassegnato con il segno – si tira in ballo la individuazione di un soggetto legittimato a ratificare i trattati internazionali che dovrebbe essere indicato da una norma costituzionale.

Qui cade l’asino, perché fin da subito, il sottoscritto ha reclamato l’esigenza di adottare una Carta Costituzionale, proponendone e distribuendone un modello messo a punto dalle Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto – LIFE già dal lontano 2010, nella consapevolezza che l’adozione di una Carta Costituzionale propria è uno dei requisiti fondamentali per il riconoscimento di uno Stato sovrano; pensiero non condiviso dai Vertici (o dal Vertice?) di queste Istituzioni.

Nulla toglie che un Parlamento Sovrano, se pure provvisorio, ed il relativo Presidente nominati dal Popolo Veneto siano soggetti legittimati alla ratifica di trattati internazionali.

Nel quinto punto contrassegnato con il segno – riaffermo quanto sostenuto nel qui sopra punto tre.

Se le Istituzioni della Repubblica Veneta intendono proporsi come entità statuale con l’intento di entrare a far parte della Comunità internazionale degli Stati possono agire diplomaticamente oppure imporsi con la forza delle armi; mi sembra che il Popolo Veneto a marzo 2014 abbia scelto la prima opzione.

Resta il fatto che chi intende portare avanti tali vertenze in nome della Repubblica Veneta deve essere chiaro, una volta per tutte, e dire a quale esempio di governo si ispira:

Democratico? (potere del Popolo?);

Burocratico? (potere degli uffici?);

Oligarchico? (potere di pochi?);

Monarchico? (potere di uno?).

Attendo fiducioso una risposta entro l’anno in corso.

Daniele Quaglia

4 risposte a Parlamento Veneto: negata la convocazione della Commissione Affari Esteri

  • Mauro Fontana scrive:

    Il coordinatore della Commissione I Affari Esteri le ha risposto il 18 gennaio a fronte della sua formale richiesta del 11-01-2016 ( 7 giorni dopo).

    Come scritto le risposte sono state fornite “dopo essermi adeguatamente documentato e dopo aver ricevuto conferme da fonti autorevoli”.

    Ora in merito al presunto “handicap metodologico” (di chi?) come ebbi già modo di dire in seduta parlamentare lei può sempre usare il termine “alinea” e quindi “primo punto contrassegnato dal segno – ” diventa semplicemente: primo alinea.

    Tanto dovuto per non rifuggire la polemica politica che lei vorrebbe innescare.

    Se, invece, avesse voluto dare una corretta informazione ai suoi lettori, non si sarebbe limitato a commentare uno scritto di cui i lettori non hanno visibilità ma, l’avrebbe linkato così come ha fatto con la sua richiesta dell’11 scorso.

    Se avesse fatto ciò i suoi lettori potrebbero giungere a conclusioni ben diverse dalle sue e verificare se le affermazioni del sottoscritto hanno una fondamento nel diritto o di altre prassi consolidate o definite.

    Infine quando si scrive “Al momento la I Commissione non ha alcun progetto di legge da discutere e pertanto non verrà convocata.” è di tutta evidenza che non si tratta di una negazione assoluta – come lei vorrebbe far intendere – ma motivata dal fatto che le Commissioni non possono travalicare i compiti affidati loro dalla Legge ovvero “esaminare tutti i progetti di legge”.

    Il prossimo 29 gennaio il Parlamento è convocato e, in quella sede, nei modi e nei termini che lei dovrebbe conoscere, può presentare tutte le istanze che ritiene opportune ricorrendo al voto del Parlamento.

    • daniele scrive:

      Da luglio 2015 ho presentato: STUDIO SUL RICONOSCIMENTO DI STATI E SUI TRATTATI PIU IMPORTANTI DA RATIFICARE presentato in data 13 luglio 2015;
      Integrazione alla mia proposta del 13/7/2015 Studio sul riconoscimento di Stati e sui trattati più importanti da ratificare, presentato in data 09/11/2015 sperando in una convocazione della Commissione AE in attesa dal 13 luglio – presentato in data 09/11/2015
      Richiesta urgente di convocazione della Commissione Affari Esteri presentata 11 gennaio 2015 di cui risposta il 18 di un iter iniziato il 13 uglio!
      Mi manca ancora una risposta a questo:
      Simile all’operazione Matteo Evangelista, da effettuare questa volta presso le Curie Vescovili del Veneto per chiedere pari dignità tra la bandiera di San Marco e quella italiana: quella marciana vietata in chiesa, il tricolore senza alcuna limitazione. Pena accusa di razzismo della chiesa nei confronti del Popolo Veneto; presentato in data 25 novembre 2015
      Come vedi proposte di lavoro ce ne sono ma a quanto pare non c’è la volontà di lavorare

  • Mauro Fontana scrive:

    Rispondo che per quanto di mia visibilità nel portale del parlamento veneto vedo e avevo visto: 20-06-2015 proposte di lavoro alla Commissione > esaminate il 06-07-2015 riunione della Commissione (vedi verbale) | 13-07-2015 trattati (note con numeri di pagina tratte da fonti non citate ed elenco di 14 tra Patti, Convenzioni, Carte, Statuti, Dichiarazioni, Atti) | 09-11-2015 integrazioni al documento di cui sopra (stessa forma riflessiva). In tutti i casi la documentazione caricata non è stata tradotta in atto di indirizzo o atto di controllo oppure in iniziativa legislativa. Ripeto, perchè la questione abbia rilievo per la commissione, le idee di un singolo o di un gruppo devono essere tradotte in atti da portare poi al parlamento. Quindi traduci questo in un qualsiasi atto e sarà mio obbligo convocare la commissione per “suggerire eventuali modifiche e/o di redigere una relazione preliminare su ciascun progetto di legge, in merito alla fattibilità giuridica, tecnica e all’osservanza dei principi della Repubblica Veneta, prima di sottoporre ogni progetto di legge all’approvazione del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta.”

    • daniele scrive:

      Si tratta di patti di cui non possiamo modificare una virgola. Dobbiamo solo accettarli, così come stanno, per RATIFICARLI CON UNA NORMA INTERNA. Una volta che questi sono diventati legge della Repubblica Veneta, che tra l’altro abbisogna anche di una Costituzione (bene o male già predisposta!) e di un organo che amministri la Giustizia (un Tribunale Veneto), potranno essere inseriti tra gli elementi essenziali per avviare un processo di riconoscimento da parte della comunità internazionale degli Stati. Nel frattempo le istituzioni Venete debbono ESERCITARE il diritto di AUTODETERMINAZIONE e non rimanere in letargo aspettando una risposta da Strasburgo. Ma probabilmente io ho una visione distorta e vedo queste cose come essenziali, mentre altri, che ritengono di avere una visione più chiara ritengono queste cose superflue …….. e resteremo schiavi per altri 150 anni

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