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Po£isia Veneta e Indipendenza del Veneto

Po£isia Veneta. Confermata l’udienza di martedì 27 ottobre ore 09,00 presso il tribunale di Treviso aula al piano terra.
UN SOGNO: RIEMPIRE L’AULA DEL TRIBUNALE PER IL VENETO INDIPENDENTE.
Dopo i processi ai Serenissimi di San Marco accusati di terrorismo, accusa decaduta dopo 14 anni (16.03.2011) grazie al coraggio di Gilberto Buson, Cristian Contin e Flavio Contin che hanno rifiutato il patteggiamento, è la prima volta che la macchina oppressiva italiota ritenta il colpo magistrale che sia da esempio ad eventuali Veneti “disobbedienti”.
La prima ipotesi di accusa contro la Po£isia Veneta è stata di terrorismo, da qui l’affannosa ricerca di armi che, non essendoci, sono comparse dal cilindro magico degli illusionisti Fojadelli e Damiano (procuratore e questore di Treviso) giusto il tempo per fare le foto ed i servizi TG e per imprimerci il marchio di terroristi.
Dopo questo clamoroso flop che condannava i due illusionisti al pubblico ludibrio anziché assaporare i fasti di una tanto sospirata promozione, con notevole difficoltà sono riusciti a mettere insieme almeno 6 nomi per poter agire con l’accusa di associazione paramilitare, che non contempla dotazione ed uso di armi: quindi le armi non sono mai esistite se non per il teatrino mediatico allestito in questura per la propaganda nazionalista; questa ne è la prova!
Accettiamo tranquilli questa sfida, parlo per me e Danilo Zambon, sicuri di essere nel giusto per aver voluto provocatoriamente costituire la Po£isia Veneta per confrontarci con l’okkupante sul piano del Diritto internazionale e sul Diritto di Autodeterminazione del Popo£o Veneto, piano che lo stesso okkupante tenta di glissare sollevando una cortina fumogena con accuse di reato comune.
D’altronde, conoscendo bene la storia di questo Stato nato come Regno attraverso occupazione militare, saccheggi, deportazioni, eccidi, distruzione e plebisciti truffa, trasformatosi in dittatura e poi in una strana Repubblika demokratika che mantiene gran parte delle norme dei precedenti assetti istituzionali diventandone di fatto continuità, non ci meravigliamo.

Daniele Quaglia

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